Maro’, Terzi: Rimandati in India anche su pressione di gruppi economici

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ROMA – Clamoroso quello che l’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata rivela in un’intervista a Il Tempo in edicola oggi.

Terzi, alla Farnesina nel periodo concitato e delicatissimo del fermo dei due fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, ricostruisce le fasi che portarono il governo italiano a decidere di reinviare in India i due ragazzi, in Italia per un permesso speciale.

“Non andavano rimandati in India”, afferma Terzi, che ha sempre sostenuto questa tesi e che in virtù di una decisione opposta da parte del governo rassegnò le dimissioni durante una seduta a Palazzo Madama in cui l’esecutivo riferì dell’accaduto. Il fatto che poi siano stati imbarcati su un aereo e rispediti a New Dehli è il frutto, dice Terzi, “anche di pressioni da parte di gruppi economici”.

A domanda precisa (“Dietro questa vicenda c’è l’ombra degli interessi commerciali?”), infatti, l’ex ambasciatore risponde: “Nell’insieme dei rapporti di un paese gli interessi commerciali pesano sempre molto. Posso dire che in quei giorni drammatici ci sono state forti pressioni di gruppi economici sul governo, che in quel momento stava trattenendo Girone e Latorre in Italia, perché rivedesse le sue posizioni. Non mi spingo a dire che qualcuno abbia detto: ridateglieli. Ma ci fu un forte invito al governo perché rivedesse la sua posizione”.