Roma fa schifo: la denuncia dei cittadini parte dai social

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ROMA – “Chi ha ridotto così la città più bella del mondo?”.

È questo il grido di battaglia degli autori  della pagina “Roma fa schifo”, che nel giro di pochi mesi ha raggiunto  circa 25 mila “mi piace” su Facebook e 7 mila follower su Twitter. Una bacheca libera, dove tutti possono denunciare ciò che non piace della propria città. Basta mandare una e-mail, meglio se corredata da foto, per esprimere la propria indignazione e i gestori della pagina si occuperanno in tempo reale di condividerla. Le critiche toccano i più svariati problemi: strade dissestate, cassonetti “circondati” da sacchetti di spazzatura, anziché esserne “pieni”, muri, cartelli stradali e saracinesche coperti da un manto di adesivi di ogni tipo. I parcheggiatori selvaggi non hanno più vita facile: le foto di auto in  tripla fila, sulle strisce gialle o sotto evidenti cartelli di divieto sono continue.

Ma la causa più grande dell’indignazione resta la metropolitana: oltre ai disservizi e ritardi, agli atti di vandalismo e ai borseggiatori che ormai sembrano quasi normali, è partita una vera e propria battaglia contro gli scrocconi del viaggio, che pur di non pagare il biglietto si accalcano alle spalle degli onesti viaggiatori e li seguono nel passaggio ai tornelli. Molti estimatori della pagina testimoniano di essere talmente stufi da aver cominciato a ribellarsi e a denunciare agli addetti Atac competenti, che spesso però fanno spallucce.

Senza dimenticare il cospicuo esercito di venditori abusivi, vagabondi, clochard, zingari che affollano sia la periferia che il centro. Molte le proteste soprattutto contro i rom che si accalcano intorno alle biglietterie automatiche della stazione Termini, ai quali sembra quasi doveroso pagare il pizzo con il resto del biglietto, sotto lo sguardo distaccato dei carabinieri di guardia.

Problemi tipici di ogni grande città, ma non per questo inevitabili. Lo scopo di questa piccola rivolta che parte dal basso è proprio quella di smuovere le coscienze di chi ha la competenza e il dovere di occuparsene, ma anche di tutti quelli che ogni giorno usufruiscono dei servizi offerti e perpetuano la loro inciviltà. Ben venga il social, se crea la volontà di migliorare e migliorarsi per rendere più vivibile la propria città.