Omosessuale ucciso a Roma, c’è un fermo

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ROMA – Mentre la comunità di Gesualdo, paese in provincia di Avellino che aveva dato i natali a Daniele Fulli, piange la scomparsa del ragazzo, la Squadra Mobile di Roma, guidata da Renato Cortese, è nel pieno delle indagini.

E pare che la svolta sia già arrivata. Nella tarda serata di ieri è stato infatti sittoposto a fermo l’amico con il quale Daniele, parrucchiere di 27 anni, aveva appuntamento la sera in cui è stato ucciso e abbandonato sotto il cavalcavia della Magliana, dopo essere stato stato seviziato e probabilmente violentato. Intanto, il Gay Center, associazione della quale Daniele era uno dei volontari, affiggerà stasera, in via di San Giovanni in Laterano, uno striscione con la scritta “Ciao Daniele. Vogliamo la verità. I tuoi amici”.