I politici all’epoca dei social network: addio ai salotti televisivi

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REDAZIONE – Nell’era della rete sempre più evidente è la facilità con cui la quotidiana battaglia della politica, abbandonate le comode poltrone televisive, si insinua nella nostra realtà attraverso un semplice “click”.

È un dato di fatto, ormai, che con l’avvento dei social network, dal social network per eccellenza, Facebook, al microbolg Twitter, è radicalmente cambiato il modo di pensare, interagire e condividere. Non c’è dubbio che tutti ne subiscono il fascino. Infatti anche lo stesso mondo politico è stato travolto da questa rivoluzione digitale, spostando così  i suoi comizi nelle piazze virtuali. Ma i social network applicati alla politica hanno, in realtà, molto poco di social. Della serie “molto rumore per nulla” o “tutto fumo e niente arrosto”. Ebbene sì, i nuovi strumenti messi a disposizione dal Web non sono altro che mezzi di propaganda personale per raggiungere un pubblico potenzialmente più ampio rispetto a quello delle piazze e della tv. L’approccio rimane sostanzialmente lo stesso: stessi messaggi, stessi toni, stesse polemiche. Mentre mutano gli strumenti, solo quelli. Via dunque gli attesi appuntamenti settimanali con gli scontri in tv, i battibecchi a distanza, mentre il dibattito diventa, grazie alla rete, istantaneo, immediato.

L’arrivo in massa dei politici sui social media ha quindi comportato una rivoluzione nel modo di comunicare il messaggio politico e insieme un cambiamento di strategie. Ma il successo di questo progresso è purtroppo fine a se stesso, perché di fondo non c’è stata ancora alcuna svolta e la politica continua a essere eccessivamente autoreferenziale.