Higuain di tacco, Lazio abbattuta. In semifinale c’è la Roma

fiera modificato

NAPOLI – Nella serata in cui Jorginho si presenta dal primo minuto ai cinquantamila di Fuorigrotta – e che presentazione -, è nuovamente il graffio del Pipita a fare la differenza. 

Una prodezza vera e propria, da campione esperto d’area di rigore. Un colpo di tacco (81′) quasi d’istinto a beffare Berisha e regalare la semifinale alla squadra di Rafa Benitez. Vittoria meritata, avendo avuto ragione di una Lazio rinunciataria ed invero abbastanza spuntata: senza Hernanes, Klose e Candreva: i suoi uomini migliori. Benitez opta per la squadra titolare: niente riposo per Raul Albiol, visto un po’ sulle gambe nelle ultime gare ma comunque schierato al centro della difesa con Fernandez. Reina ad occupare di nuovo i pali, dopo la felice e promettente parentesi targata Rafael. Maggio e Reveillere sulle fasce. Centrocampo con Jorginho e Inler, che dimostrano ottimo affiatamento e compensazione. Alle spalle di Higuain agiscono Callejon, Hamsik e Insigne. 

Come al solito, i partenopei provano a fare possesso palla, ma il terreno scivoloso li porta a volte a sbagliare anche gli appoggi più semplici. Evidentissima, poi, l’assenza di terzini che riescano a scendere sul fondo e mettere palloni interessanti al centro. Maggio corre, si affanna, ma tecnica e precisione non sono mai stati il suo forte. Reveillere, dall’altro lato, è un destro adattato a sinistra e non ha lo spunto e la padronanza di Zuniga. Armero, invece, è già con un piede sulla scaletta dell’aereo. Destinazione Firenze, pare, alcuni dicono assieme a Cannavaro.

E’ un Napoli che prova a costruire senza arrivare a scoprirsi troppo. Le reti subite contro Bologna e Chievo bruciano ancora. La squadra è molto alta, in fase di possesso la linea difensiva raggiunge il centrocampo, e questo è sintomo di voglia di comandare il gioco ma è anche rischio di esporsi ai contropiede avversari. La Lazio, dal canto suo, perde dopo mezzora Konko, che aveva dato buono spunto sulla destra. Cavanda, al suo posto, ha le polveri bagnate. Da quel lato, Insigne si fa aiutare spesso da Jorginho, che è certamente l’azzurro il più pericoloso del primo tempo e il migliore di tutta la gara. Sue un paio di conclusioni velenose, la seconda delle quali, un tiro a giro sugli sviluppi di calcio d’angolo, termina la sua corsa contro il palo. 

Benitez aspetta metà ripresa per cambiare qualcosa. Inserisce Mertens al posto di Insigne (inspiegabilmente beccato e fischiato da quella parte molto provinciale del pubblico) e Pandev in vece di un Hamsik che in quel ruolo pare stenti ad entrare nel vivo. Il Napoli diventa arrembante, la freschezza atletica sulla trequarti fa sentire il proprio peso. Da un filtrante di Inler per Maggio e dal conseguente errato controllo del terzino nasce la rete decisiva. Callejon lascia partire una sassata, Higuain allarga le gambe e fa sbattere il pallone contro la propria caviglia. Palla indirizzata all’angolino, Berisha non può nulla.

E’ semifinale. Il 5 e il 12 febbraio doppio confronto con la Roma di Rudy Garcia. La Coppa Italia entra nel vivo.

TABELLINO 

Napoli (4-2-3-1): Reina; Maggio, Fernandez, Albiol, Reveillere; Inler, Jorginho (44′ st Dzemaili); Insigne (22′ st Mertens), Hamsik (30′ st Pandev), Callejón; Higuain. A disp.: Rafael, Colombo, Cannavaro, Britos, Uvini, Radosevic, Zapata. All. Benitez.

Lazio (3-4-2-1): Berisha; Ciani, Novaretti, Dias (26′ st Biava); Konko (34′ Cavanda), Onazi (1′ st Gonzalez), Ledesma, Lulic; Felipe Anderson, Keita; Perea. All. Reja. A disp.: Marchetti, Strakosha, Vinicius, Cana, Pereirinha, Biglia, Candreva, Hernanes

Arbitro: Banti

Marcatori: 35′ st Higuain (N)

Ammoniti: Jorginho, Higuain (N); Lulic (L)