Mertens, Dzemaili e Insigne: Bentegodi espugnato, Napoli all’inseguimento

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VERONA – Delle prime tre, forse, il compito più impegnativo era quello del Napoli, impegnato al Bentegodi contro l’Hellas Verona di Mandorlini, rivelazione del campionato.

Come da noi anticipato, Benitez sceglie Armero e Pandev in luogo di Reveillere e Insigne, convocando ma lasciando in panchina Marek Hamsik, reduce da un infortunio al piede che lo ha tenuto lontano dai campi di gioco per circa 50 giorni.

L’avvio della gara mostra una grande voglia e aggressività degli scaligeri, che mettono in evidenza ottima organizzazione di gioco e capacità di arrivare al traversone per l’ariete Luca Toni, che può concludere o agevolare gli inserimenti di Iturbe, Romulo o Juanito Gomez. Il Napoli tiene botta, ma l’inizio gra dei padroni di casa è davvero veemente e deciso. A preoccupare sono soprattutto le fasce. Maggio a destra ed Armero a sinistra vanno in sofferenza con il 4-3-3 di Mandorlini, che porta nella loro zona il difensore di fascia, il centrocampista e la punta di zona. La contromossa di Benitez è un ordine perentorio: alle punte esterne di stringere e ai terzini di infilarsi alle spalle.

I primi segnali si vedono quando Iturbe, attaccante esterno, viene costretto da Armero, imbeccato da Mertens, a rincorrerlo fin sulla linea di fondo. Qualche appoggio fuori misura, tuttavia, rischia di complicare oltremodo le cose, specie nella zona tra centrocampo e difesa, dove il Napoli si fa trovare scoperto più di una volta. Non a caso, le urla del tecnico azzurro hanno come principale destinatario Gokhan Inler, che non riesce a far girare la sfera e la squadra come Benitez vorrebbe. Come sovente accade nel calcio, però, un lampo è sufficiente a mutare il corso degli eventi. Il colpo da biliardo ha il marchio di fabbrica del Folletto Belga: sterzata e conclusione millimetrica in un nanosecondo. Rete spettacolare (27′), che porta il Napoli avanti e cambia l’inerzia della gara.

Ora sono gli azzurri a dettare tempi e gioco: Jorginho, ottimo metronomo e probabile futuro acquisto proprio della società di De Laurentiis, viene meglio ingabbiato dal gioco di pandev che, seppur non in giornata di grazia, riesce a limitarlo nel raggio d’azione, anche se il brasiliano sfodera colpi ed aperture da vero regista. Prima della fine della prima frazione, il Napoli va più volte vicino al raddoppio, sempre da destra e sempre in diagonale: prima Higuain e poi Callejon mancano di poco il bersaglio grosso. Il Verona, spinto da un pubblico che sente molto la gara con i rivali storici, non riesce a reagire, il Napoli ha in mano il centrocampo. 

Segnali di risveglio si percepiscono solo ad inizio ripresa, quando sono evidenti gli effetti della strigliata di Mandorlini. DI nuovo aggressivi, i padroni di casa provano a colpire il Napoli con sovrapposizioni a destra (poco) e a sinistra (maggiormente), ma Toni viene ben stoppato da Fernandez e Albiol. Solo in un’occasione, la coppia centrale difensiva partenopea si apre inspiegabilmente, lasciando ad Iturbe la possibilità di servire centralmente il numero 9: controllo e conclusione di controbalzo dai sedici metri, ma Rafael risponde presente. Il Verona prende coraggio, si sbilancia e offre praterie vere e proprie agli avanti azzurri. Sono tante, troppo le occasioni sprecate, i “quattro contro tre” mandati in fumo dai giocatori di Benitez. 

Si teme la beffa, come in genere accade nel calcio. Invece il tecnico madrileno decide che è il momento di togliere Pandev ed inserire Insigne. Il talentino di Frattamaggiore impiega sette minuti a fare quello che non gli è riuscito in diciannove gare. L’azione avvolgente dei partenopei passa per i piedi di Mertens, che premia la splendida sovrapposizione di Maggio, oggi il migliore in campo. Il traversone basso è raccolto proprio da Insigne, che da due passi infila il Rafael giallobù e cerca di ascoltare “l’esultanza” del Bentegodi alla sua prima rete in campionato.

E’ ancora Insigne, splendidamente imbeccato da Callejon, a propiziare la terza rete di Dzemaili: la conclusione del numero 24 è ribattuta da Rafael sui piedi del centrocampista svizzero, che non ha difficoltà ad insaccare.

Una prova di forza degli azzurri, insomma, quella offerta al Bentegodi, contro un avversario che in casa aveva ceduto una volta soltanto e che ha comunque dimostrato organizzazione complessiva e solidità. Una bella soddisfazione per Benitez e i tanti tifosi accorsi, in attesa che ora la società faccia il suo.

TABELLINO

Verona (4-3-3): Rafael; Cacciatore, Maietta, Moras, Agostini; Romulo, Jorginho, Halfredsson (22′ st Martinho); Iturbe (36′ st Donadel), Toni, Gomez Taleb (33′ st Cacia). A disp.: Borra, Nicolas, Albertazzi, Marques, Gonzalez, Donati, Laner, Cirigliano, Jankovic. All.: Mandorlini

Napoli (4-2-3-1): Rafael; Maggio, Albiol, Fernandez, Armero; Dzemaili, Inler ( 37′ st Radosevic); Callejon, Pandev (22′ st Insigne), Mertens; Higuain (35′ st Britos). A disp.: Colombo, Contini, Uvini, Reveillere, Bariti, Zapata, Hamsik. All.: Benitez

Arbitro: Doveri

Marcatori: 27′ Mertens, 27′ st Insigne, 31′ st Dzemaili (N)

Ammoniti: Dzemaili (N), Cacciatore (V)