Marò, Fdi scende in piazza. Governo: Presa iniziativa forte

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ROMA – Dalla Galleria Alberto Sordi verso Montecitorio. Breve il tragitto, intensa la partecipazione.

Fratelli d’Italia, con dirigenti, parlamentari, iscritti e simpatizzanti, si è ritrovata nel pieno centro di Roma per una manifestazione in favore di Salvatore Latorre e Massimiliano Girone, i fucilieri di Marina trattenuti in India da ormai quasi due anni. Alla testa del corteo l’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa, l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, l’ex ministro degli Esteri del governo Monti Giulio Maria Terzi, il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia Guido Crosetto. 

I partecipanti hanno chiesto al governo di sposare una linea veramente dura per riportare a casa Latorre e Girone. “Se non c’è una risoluzione rapida – ha detto Alemanno – bisogna rompere le azioni diplomatiche con l’India, ritirare le nostre delegazioni militari dalle missioni”. Dal canto suo, La Russa ha affermato: “Se tutto fallisse non escluderei la proposta di candidare i Marò alle elezioni europee perché in questo modo l’Europa sarebbe almeno costretta a tutelare insieme a noi quei due militari che il nostro governo sta dimenticando di fatto in India”. Ha chiuso Giorgia Meloni, capogruppo di Fdi a Montecitorio: “Riportare a casa i marò dev’essere una priorità nazionale, e la Bonino si sta dimostrando inadeguata. L’Italia deve porsi il problema del ritiro dei suoi militari dalle missioni di pace perché se i nostri militari non sono così importanti da essere difesi e tutelati in questa vicenda, nella quale l’India sta violando tutte le norme del diritto internazionale, allora non lo sono mai”.

Attraverso il l’inviato Staffan de Mistura, il governo ha intanto annunciato di aver “preso una iniziativa molto forte e decisa per uscire dalla situazione di stallo dei maro’ in India”. Staffan de Mistura non è sceso nei particolari, limitandosi a dire che “essa riguarda sia il ritardo inaudito che le indagini ed il processo hanno accumulato sia l’inaccettabile e possibile utilizzazione del SUA Act (la legge indiana per la repressione della pirateria) che automaticamente implica l’utilizzazione della pena di morte”.