Marò, torna il rischio estremo. Fdi: Governo inerte, Bonino si dimetta

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ROMA – Arrivano brutte notizie dall’India che riguardano la sorte di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre.

L’orientamento delle autorità indiane (che, ricordiamo, in base al pronunciamento della Corte Suprema hanno tempo fino al 3 febbraio per stabilire un capo d’imputazione ad oggi inesistente) sarebbe quello di ricorrere al Sua Act, cioè alla legge antipirateria, che prevede la pena capitale.

L’indiscrezione è stata rilanciata dai media indiani, con in testa i quotidiani e i gruppi editoriali più influenti, e non ha trovato alcuna smentita ufficiale. Il rischio per i due marò, detenuti nel Kerala da ormai due anni, sarebbe un rischio estremo. Va però detto che anche tra le autorità indiane è la confusione a farla da padrona: il fatto di non essere riusciti in due anni a formalizzare un capo d’imputazione ne è la prova provata.

In Italia, intanto, c’è chi non abbassa la guardia e tiene alta l’ettenzione sul caso. Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia e componente della COmmissione Affari Esteri di Montecitorio, ci va giù duro: “Il gruppo di Fratelli d’Italia – scrive in una nota – ha abbandonato la commissione Affari Esteri in segno di protesta nei confronti del ministro Emma Bonino. Nel corso della sua audizione sul semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea – spiega – il ministro non ha speso neanche una parola sulla vicenda dei due marò. È la dimostrazione del totale disinteresse e dell’irrilevanza del caso per il Governo Letta. È grave che nelle politiche estere italiane nell’Unione Europea non ci sia la vicenda Marò. Una vera vergogna. Fratelli d’Italia ne chiede, pertanto, le dimissioni da ministro”.