La Classique al Teatro Gesualdo: grande successo per Il Lago dei Cigni

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AVELLINO – Grande successo al Teatro Gesualdo per la messa in scena de  Il Lago dei Cigni, proposta da la compagnia La Classique. Il lago dei cigni  è uno dei più famosi e acclamati balletti del XIX secolo, musicato da Pëtr Il’ič Čajkovskij 

La storia de Il lago dei cigni si apre in un parco di fronte al castello, il principe Siegfried festeggia coi suoi amici il suo compleanno e per l’occasione dei contadini, per porgergli gli auguri, lo intrattengono con le loro danze. In seguito, giunge la regina madre, che esorta il figlio a trovare una sposa tra le ragazze che lei ha invitato al ballo del giorno dopo. Alla sua uscita, le danze dei contadini riprendono con due divertissement, posti al di fuori dell’intreccio. La festa continua con danze e scherzi del buffone di corte.

Gli ospiti rientrano nel castello ed il principe Siegfried e i suoi amici decidono di andare a caccia e imbracciato l’arco s’inoltrano nella foresta. Appare il secondo tema del cigno, più precisamente della ‘fanciulla cigno’.

Sulle acque di un lago nuotano i cigni, in realtà bellissime fanciulle stregate dal malvagio Rothbart, che possono assumere forma umana solo la notte. Il principe Siegfried e i suoi amici li contemplano sotto la luce della luna.

I cacciatori prendono la mira, ma proprio in quel momento i cigni si trasformano in fanciulle. La loro regina, Odette, narra al principe la loro triste storia, e spiega che solo una promessa di matrimonio fatta in punto di morte potrà sciogliere l’incantesimo che le tiene prigioniere. Siegfried, incantato dalla bellezza di Odette, la implora di prendere parte al ballo del giorno dopo, in cui egli dovrà scegliere una sposa. Ha inizio un divertissement, parte essenziale dell’intreccio, composto dalle danze delle fanciulle cigno e da un pas d’action, la cui musica è tratta dall’opera giovanile Undine, dove Siegfried e Odette si giurano eterno amore. È l’alba, e le fanciulle vengono nuovamente trasformate in cigni.

Nella sala da ballo del castello entrano gli invitati, accolti da Siegfried e dalla regina madre. Iniziano i festeggiamenti. Gli squilli di tromba annunciano l’arrivo delle sei ragazze aspiranti pretendenti del principe. Siegfried si rifiuta di scegliere, quand’ecco che uno squillo di tromba annuncia l’arrivo di nuovi ospiti. Si tratta del mago Rothbart e della figlia Odile che, grazie al padre, ha assunto l’aspetto di Odette. L’intento del mago è quello di far innamorare Siegfried di Odile, in modo da mantenere per sempre Odette in suo potere. La musica espone il tema del fato, e il motivo della “fanciulla cigno” suggerisce la somiglianza tra Odette e Odile, che il pubblico può comunque distinguere dal costume, poiché quello di Odile è nero.

Con il suo fascino, Odile è riuscita a sedurre Siegfried, che la presenta a sua madre come futura sposa. Rothbart esultante si trasforma in una civetta e fugge dal castello, che piomba nell’oscurità fra l’orrore degli invitati. Siegfried, resosi conto dell’inganno, scorge la vera Odette attraverso un’arcata del castello, e disperato si precipita nella notte alla ricerca della fanciulla.

Odette, morente, piange il destino crudele che la attende e Siegfried arriva da lei tentando di salvarla, ma una tempesta si abbatte sul lago e le sue acque inghiottono i due amanti. La bufera si placa e appare un gruppo di candidi cigni in alto volo.

Il principe implora Odette di perdonarlo, rendendosi disponibile a morire con lei pur di rompere l’incantesimo. Appare allora Rothbarth che dà inizio a un duello col principe in cui il malvagio viene sconfitto, ponendo fine al suo sortilegio.