Lacedonia, il De Sanctis onora il ricordo della Shoah

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LACEDONIA (AV) – Anche l’Istituto Superiore Francesco De Sanctis di Lacedonia ha scelto di non dimenticare l’orrore della Shoahe di celebrare la Giornata della Memoria.

E lo ha fatto per mano degli studenti e attraverso una conferenza affollata e partecipata. Gli alunni dello storico Istituto Magistrale Francesco De Sanctis, infatti, hanno appeso all’ingresso della scuola la maglietta, avvinghiata ad una corda spinata, a strisce bianche e nere che simboleggia la prigionia degli Ebrei nei campi di concentramento nazisti. L’atrio della scuola, invece, è stato quasi “invaso” da una serie di stampe a colori che descrivevano la follia del nazismo, dalle sue radici ai suoi simboli (con relativa illustrazione della provenienza storica della svastica), fino ovviamente alla elencazione delle atrocità di cui il regime hitleriano si è macchiato nel corso dei suoi dodici anni di potere assoluto.

In alto campeggiava una scritta del tutto esplicativa (“Vago e nebuloso è il principio di ogni cosa, ma non la fine”), sotto alla quale faceva bella mostra di sè un bellissimo ritratto di Anna Frank, giovane ebrea tedesca di Francoforte sul Meno che ha conosciuto la sua fine nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, e che, attraverso la tragica testimonianza, raccolta nel suo celebre Diario, delle condizioni di vita alle quali erano costretti gli ebrei, suo malgrado è diventata il simbolo della folle azione nazista.

Il personale docente della Scuola Superiore Francesco De Sanctis e il suo attento dirigente Sabato Centrella hanno voluto fortemente il coinvolgimento dei ragazzi, organizzando una conferenza che, partendo dall’orrore delle immagini dei campi di concentramento, portasse a conoscenza di argomenti a loro più prossimi: l’intruppamento di due soldati lacedoniesi, renitenti alla chiamata militare nazista, nelle brigate partigiane del Nord Italia. Di Michele Balestrieri e Michele Scardellino, questi i nomi dei due valorosi soldati, ha scritto MIchele Miscia, pubblicando il suo libro “Due eroi di Lacedonia” (edizioni Delta 3).

E di questi due eroi, uno dei quali, Balestrieri, fucilato dai nazisti a soli 23 anni, proprio Miscia ha voluto parlare ai ragazzi del De Sanctis, riuniti all’interno della Biblioteca dell’Istituto, sottolineando due concetti base. “All’interno della massa – ha affermato – il super Io a viene annullato e fa sì che ognuno di noi dia sfogo alla parte peggiore di sè”. Un po’ come diceva Simon Wiesenthal (non a caso sopravvissuto alle stragi naziste), “in ognuno di noi vi è un seme di bontà e un seme di brutalità: si tratta di far germogliare l’uno e di estirpare l’altro”. Il secondo concetto su cui lo scrittore ha voluto soffermarsi è stato quello della vicinanza: sentendo parlare di lager, nazismo, ebrei e campi di concentramento, sembra quasi che tutto questo non sia nè qui, nè ora. “Nulla di più sbagliato – ha infatti dichiarato Miscia -. Le storie di Scardellino e Balestrieri mostrano e dimostrano che anche qualche nostro compaesano si è immolato per la giusta causa e contro quelli che tutti abbiamo definito ‘demoni’. E badate bene: il male è in qualunque azione venga portata senza rispetto. Abbiate sempre rispetto di chi vi sta di fronte, come volete che lui ne abbia per voi”.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.