Pd, scorie dopo la direzione nazionale. Voci di dimissioni di Cuperlo

ROMA – Non è andata esattamente liscia come l’olio la direzione nazionale del Partito democratico.

Se Matteo Renzi è riuscito a far votare senza intoppi nè voti contrari la mozione che prevedeva, tra le altre cose, la riforma della legge elettorale con il passaggio al cosiddetto Italicum, a lasciare il segno è stata la lite con Gianni Cuperlo, che addirittura aveva abbandonato il tavolo della presidenza per sedersi tra i delegati.

Secondo voci che si stanno susseguendo in questi minuti, Cuperlo avrebbe rassegnato le dimissioni dalla carica di preseidente. Il passo indietro gli sarebbe stato richiesto da una copiosa truppa di renziani quando lo stesso presidente si è dichiarato contrario alla proposta di Renzi in materia di legge elettorale, definendola “poco convincente” soprattutto perché rinunciava all’introduzione delle preferenze. “Questo tuo riferimento esplicito al tema delle primarie o delle preferenze – gli ha risposto Renzi a muso duro – avrei preferito che lo avessi posto quando ti sei candidato, perchè se me lo dice Fassina che prende 12mila voti è un conto un altro è se me lo dice chi entra nel listino. Non è accettabile che il tema delle primarie venga posto strumentalmente adesso”.

Da qui la contestazione a Cuperlo con richiesta di dimissioni e il suo gesto conseguente.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.