Riforme e legge elettorale: Renzi chiama, Berlusconi risponde

ROMA – Il primo giorno lavorativo del 2014 parte all’insegna della concordia. Almeno, così pare, stando alle esternazioni di Matteo Renzi e alle repliche di Silvio Berlusconi.

Il segretario del Partito democratico mette sul tavolo alcune opzioni, in materia di riforme istituzionali e legge elettorale, sulle quali poter trovare una convergenza con le altre forze politiche. Renzi chiede un accordo su “tre punti: legge elettorale, riforma del bicameralismo e riforma del titolo V”. La mossa sulla legge elettorale, in particolare, sul suo sito Renzi scrive così: Togliamo gli alibi agli altri: sono tre soluzioni molto diverse l’una dall’altra ma tutte e tre con la fondamentale caratteristica di rispettare il mandato delle primarie dell’8 dicembre che costituisce il riferimento fondamentale mio e del PD. Doppio turno come i sindaci, modello spagnolo con premio di maggioranza e circoscrizioni piccole, rivisitazione della legge Mattarella con premio di maggioranza al posto del recupero proporzionale”.

La risposta di Silvio Berlusconi non tarda ad arrivare, ed il capo di Forza Italia la affida alla sua pagina Fb e ad un cinguettio: “A proposito di legge elettorale – scrive il Cavaliere -, colgo con positività il metodo proposto dal segretario del Pd Matteo Renzi sia rispetto alla possibilità di incontri e consultazioni bilaterali, sia rispetto al fatto che abbia messo sul tavolo diverse ipotesi, tra le quali c’è certamente una soluzione ragionevole, utile a garantire governabilità piena, un limpido bipolarismo e chiarezza di scelta per gli elettori. Colgo l’occasione, su un altro piano, per anticipare che, rispetto alle scadenze elettorali che già sono in agenda (e cioè le elezioni europee, e una consistente tornata amministrativa), la nostra posizione è chiara: serve un election day per garantire una alta partecipazione e – conclude Berlusconi – un notevole risparmio di spese per lo Stato”.

Se Alfano si dichiara “pronto, come detto in passato, a lavorare ad una legge sul modello dei sindaci”, il Movimento 5 Stelle respinge al mittente: “Si metta l’anima in pace. Non ci sarà alcuna riforma del bicameralismo perfetto con l’aiuto del M5S. Cominci a restituire il maltolto”, cinguetta Paolo Becchi, ritenuto tra gli ideologi del movimento.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.