Napoli, a Bologna sono due punti persi: la Roma è a +4

BOLOGNA – Le partite vanno ammazzate, non controllate. Gli avversari silenziati, non contenuti. 

Per questo, il finale di Bologna è un finale che il Napoli probabilmente ha meritato. Per la troppa supponenza con la quale gli uomini di Benitez hanno affrontato gli ultimi minuti, convinti di avere già i tre punti in tasca e producendosi in inutili fraseggi a centrocampo. L’obbiettivo voleva essere tenere palla e controllare il gioco, evitando i pericoli provenienti soprattutto dal piedino fatato di Alino Diamanti. Invece negli ultimi minuti il Napoli ha concesso un calcio di punizione e ben due calci d’angolo, il secondo dei quali ha portato alla rete di Bianchi che ha fermato il risultato sul 2 a 2.

Tuttavia, non è soltanto questa la ragione dei due punti persi a Bologna dalla truppa di Benitez. Altre chiavi di lettura possono essere cercate in un primo tempo meno che mediocre, giocato senza la necessaria aggressività da una squadra che si è svegliata solo al quarto d’ora della ripresa, quando il tecnico madrileno ha tolto un Pandev imbarazzante per inserire Hamsik, al rientro in campionato dopo poco meno di due mesi.

Fino a quel momento, per la verità, non è che il Bologna avesse condotto una gara strabiliante: c’aveva però messo cuore, conscio di un’inferiorità tecnica evidente. Il duo Diamanti-Bianchi aveva provato a costruire qualche occasione da rete, riuscendo a bucare Rafael al 27’ con un colpo di testa del centravanti che, imbeccato proprio dal capitano, aveva lasciato sul posto Albiol e trafitto il portiere brasiliano. Ma quello che più aveva colpito era stata la mancata reazione da parte degli azzurri, se si eccettua un colpo di testa di Callejon, ottimamente servito da Reveillere, terminato di pochi centimetri sopra la traversa.

Reazione che, al contrario, si era vista eccome nella ripresa, specie, come detto, dopo l’ingresso di Hamsik: maggiore intensità e maggiore dinamismo. Il rigore conquistato da Dzemaili e trasformato da Higuain, era stato l’inizio di un arrembaggio verso l’area avversaria: prima Mertens (due volte, delle quali una su punizione quasi perfetta), poi lo stesso Higuain avevano fatto venire i brividi alla retroguardia rossoblù. Era stato però ancora Callejon, al nono centro in campionato, a ribaltare il risultato dopo un contropiede da manuale avviato da Hamsik e rifinito magistralmente dal Pipita.

L’espulsione (ritardata) di Konè aveva poi messo in discesa la partita. Grandi praterie si erano aperte davanti alle punte del Napoli. L’ingresso di Insigne poteva dare anche una maggiore lucidità nella rifinitura, nell’attacco della profondità e nello stretto. Il Napoli aveva deciso però di far ristagnare il gioco a centrocampo. Ma provare a sfiancare gli avversari con palleggiatori che non sono tali al cento per cento e per giunta su un terreno di gioco reso dalla pioggia quasi un campo minato, vuol dire praticare il tafazzismo. Il Bologna, come detto, pareggia sugli sviluppi di un calcio d’angolo: Albiol perde di nuovo Bianchi, il quale tutto solo spara sotto la traversa.

Due punti persi. Che servano almeno da lezione. Le partite vanno ammazzate.

TABELLINO 

Bologna (3-5-1-1): Curci; Antonsson, Natali, Cherubin (72′ Mantovani); Garics, Kone, Perez, Pazienza, Morleo (82′ Acquafresca); Diamanti; Bianchi. A disp.: Stojanovic, Agliardi, Sorensen, Crespo, Della Rocca, Laxalt, Krhin, Christodoulopoulos, Cristaldo, Moscardelli. All.: Ballardini

Napoli (4-2-3-1): Rafael; Maggio, Fernandez, Albiol, Reveillere; Inler, Dzemaili; Mertens (78′ Insigne), Pandev (57′ Hamsik), Callejon; Higuain. A disp.: Colombo, Contini, Cannavaro, Armero, Britos, Radosevic, Zapata. All.: Benitez

Arbitro:Damato

Marcatori:37′ Bianchi, 90′ Bianchi (B), 62′ Higuain, 80′ Callejon (N)

Ammoniti: Pazienza, Bianchi, Kone, Garics (B), Fernandez (N)

Espulsi: Kone (B)

Immagine tratta da calcionapoli24.it

 

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.