Roma dopo l’alluvione: Malagrotta come la terra dei fuochi

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ROMA – Non solo allagamenti, frane e tilt del traffico: dopo la forte alluvione che ha colpito la capitale a partire da venerdì scorso, la giunta comunale capeggiata da Marino dovrà fare i conti con il disastro ambientale che ha colpito la zona di Malagrotta, sede della discarica della città.

La situazione, denunciata in primis dall’assessore all’ambiente dell’XI Municipio, è stata ampiamente documentata dal  deputato del Movimento cinque stelle Stefano Vignaroli che, insieme ai cittadini, ha presentato un esposto in Procura, con tanto di immagini a testimonianza della gravità della situazione.

Devastato lo scenario della valle Galeria, completamente inondata in seguito all’esondazione del rio Galerio. L’acqua ha invaso lo stabilimento Ama di via Malnome, trascinando nella sua furia rifiuti di ogni tipo, tra cui anche rifiuti ospedalieri: dalle foto presentate in procura si vedono chiaramente sacche che perdono sangue, siringhe sporche, garze, bidoni ed altri oggetti che galleggiano sull’acqua. A questo si aggiunge il versamento di idrocarburi, avvenuto a causa dell’allagamento delle vicina raffineria, e il petrolio e tutti gli scarti di lavorazione hanno ricoperto i campi dove ci sono pascoli e campi coltivati.

Allarmanti le parole del penta stellato Vignaroli: “Malagrotta è come la Terra dei Fuochi: è una emergenza nazionale. Il ministro dell’Ambiente deve intervenire su questo disastro ambientale. Con le piogge di questi giorni i rifiuti ospedalieri pericolosi stanno galleggiando sui campi attorno all’inceneritore, inquinando anche le falde acquifere”.

L’Ama smentisce la dispersione nelle campagne rifiuti sanitari pericolosi: secondo quanto ricostruito dall’azienda, venerdì scorso l’esondazione del rio ha allagato una struttura dove vengono stoccati anche i rifiuti ospedalieri ed alcune scatole sono finite nell’acqua. Il deposito è stato immediatamente liberato dall’acqua ed i farmaci, rigorosamente imballati, sono stati recuperati. Viene comunque precisato che i rifiuti galleggianti non sono comunque mai usciti dal recinto dell’area.

Intanto la Polizia locale di Roma Capitale ha disposto il sequestro delle aree nella zona di via di Ponte Malnome.