Novità (discutibili) in edicola. Arriva Lady Mafia

 

fiera modificato

A dir poco inquietante il copy scelto dagli autori per il “Diabolik in gonnella” tutto italiano, che ha esordito nelle edicole nazionali il 22 febbraio con l’avvisaglia “C’è chi piange. C’è chi si dispera. Chi si rassegna. E chi impazzisce. Io uccido!”.  “Lady Mafia”, questo il titolo del nuovo fumetto noir ambientato in Puglia, è la storia cruda e violenta di Veronica De Donato, una storia di vendetta e di terrore di un’antieroina spietata disposta a tutto pur di avere giustizia. Una famiglia distrutta dalla mafia e il ritorno nella sua Foggia dopo anni trascorsi in una casa-famiglia al Nord costituiscono le premesse al suo unico obiettivo: spacciarsi per uomo ed entrare a far parte della mala locale per vendicare la morte dei genitori e dei fratelli.

Avvincente e originale per pochi, pericoloso per molti, il noir “made in Italy” dalle tonalità rosa, a pochi giorni dal suo approdo in edicola, ha già scosso l’opinione pubblica del Paese. Ed è stata subito polemica. Il fumetto, infatti, ha attirato a sé le ire della Commissione parlamentare antimafia e dell’associazione antimafia Libera. Additato da quest’ultima come diseducativo, “Lady Mafia”, che rifiuta l’aiuto dello Stato per farsi vendetta da sé, costituisce, a detta di Libera, un insulto alla memoria delle tante donne vittime della mafia e di altrettante che hanno scelto la strada coraggiosa della denuncia. Infatti la nuova miniserie a fumetti, nonostante la sua buona fede, sembra piuttosto gettare fango sulla quotidiana lotta alla dilagante omertà e soprattutto sembra vanificare i risultati raggiunti finora dalle istituzioni con un personaggio tutt’altro che esemplare. Ma si sa, viviamo in un Paese di contraddizioni che sono all’ordine del giorno, dove a una parte corrisponde obbligatoriamente la sua controparte.