The Wolf of Wall Street: Leonardo Di Caprio corre verso l’Oscar

Fare tanti soldi e farli nel minor tempo possibile, per poi dissiparli in feste, droghe, prostitute e automobili. “Il mio nome è Jordan Belfort. L’anno in cui ho compiuto 26 anni, ho guadagnato 49 milioni di dollari; il che mi ha fatto incazzare perché con altri 3 sarei arrivato a 1 milione alla settimana”: così il Belfort cinematografico si presenta, non molto diverso da quello reale.

Il film è la parabola di uno dei più famosi e spregiudicati broker di Wall Street. Jordan Belfort è infatti un broker cocainomane della New York degli anni Novanta. Assunto dalla L.F. Rothschild a fine anni ottanta, finisce nel vortice di Wall Street sfortunatamente nello stesso giorno in cui crollerà la borsa. Decide così di fondare la Stratton Oakmont, agenzia di brokeraggio che rapidamente gli assicura denaro, donne, amici, droga ma anche diversi nemici. Estremamente ambizioso, decide di separarsi dalla prima moglie, troppo precisa e puntuale per riuscire a sopportare gli eccessi del marito. Jordan così sposa in seconde nozze la bella Naomi, dalla quale avrà due figli. Ogni successo ha però una sua perdita. Una volta persi moglie, amici e la vita nella sua semplicità, Jordan si infrangerà contro se stesso. Belfort è vittima della sua stessa ambizione. Dopo aver toccato il paradiso, perde il controllo e finisce all’inferno: l’FBI gli sta addosso e la sua vita viene completamente spezzata dall’uso di sostanze stupefacenti. Oltre a essere un ex telefonista, è un genio della frode fiscale e il più esperto di pump&dump della storia. “È una sorta di Calligola contemporaneo. Credo che film che esplorano i lati oscuri dell’umanità come questo ci diano un ritratto molto fedele di chi siamo realmente e che facciano bene alla società”, così ha detto Leonardo Di Caprio.

“The Wolf of Wall Street” è un film diretto e prodotto da Martin Scorsese con la collaborazione di Leonardo Di Caprio, che ha creduto sin da subito nel progetto tanto da metterci, oltre alla faccia e il talento, anche i soldi. “La fiducia l’uno nell’altro e la volontà di andare ancora più a fondo crescono ogni volta che facciamo una pellicola insieme”, ha dichiarato il regista. È un progetto che arriva nelle mani di Scorsese e di Di Caprio nel 2008, i due preferiscono rifletterci sopra: così il primo decide di concentrarsi su Hugo Cabret e il secondo si prepara a un poker da far girare la testa: “Inception”, “J. Edgar”, “Django Unchained” e “Il grande Gatsby”. Le loro strade si incontrano nuovamente nel 2012, un periodo di lavorazione lungo ma fondamentale considerando le difficoltà produttive che i due affrontano battendosi in prima linea.

“The Wolf of Wall Street” delinea in maniera estremamente puntuale un personaggio talmente incontinente da non vedere i suoi limiti. È il paradigma della distorsione e corruzione del sogno americano, totalmente invaso da sadico umorismo. È anche l’esempio di un corruttibile e corrotto leader, da cui emerge l’ambizione smisurata del suo braccio destro interpretato da Jonah Hill, grande improvvisatore e habitué della commedia. È recitato in prima persona da Leonardo Di Caprio, abile da innescare tutto il suo fascino magnetico nello sguardo in “Romeo + Giulietta” e camaleontico da riuscire a incutere timore in “Django Unchained”. Nel quinto film di Scorsese, emerge un Leonardo Di Caprio superbo nel cogliere lo stile e le manie di un personaggio che non conosce limiti. L’attore regala al pubblico una prova imperiale di recitazione tanto da sorprendere chi è oramai abituato a un livello medio-basso, al punto che tutto questo talento potrebbe essergli finalmente riconosciuto la notte del 2 marzo.