Io non mi vendo: il giovane Vincenzo Fiore e un libro contro una società sorda

Fiera Di Calitri prova

AVELLINO – Un libro per lanciare un urlo in una società sorda, in cui ognuno pensa a sé, non mostrando alcun interesse per i bisogni e le paure degli altri. “Io non mi vendo”, edito da Mephite, opera prima di Vincenzo Fiore, vuole essere esattamente questo.

La Nostra Voce ha incontrato l’autore, giovane scrittore di Avellino e studente di Filosofia all’università di Salerno. “Il libro – come suggerisce egli stesso – è un romanzo che ripercorre il difficile cammino di una generazione senza meta, attraverso la figura del giovane protagonista che scruta con occhi bendati il mondo di cui fa parte. Allontanandosi dall’inferno di casa sua cerca inutilmente di riconoscersi nel mondo dei coetanei che trova vuoto e privo di ideali. Un incontro insolito e inaspettato scuote la mente del protagonista che si avvia verso un percorso imprevisto”.

Fiore, che si è ispirato evidentemente alla condizione della generazione attuale, prosegue: “Il romanzo presenta riflessioni e interrogativi filosofici in cui chiunque potrà facilmente riconoscersi. Il libro affronta le certezze ‘costruite’ da questa società, le abbatte per poi proporre una nuova visione della vita”. Per quanto riguarda l’idea e la stesura del libro, non c’è stata alcuna costruzione né progetto ma “in modo prorompente la scrittura è diventata un bisogno necessario per esprimere quello che sentivo dentro. Scrivere non è un mestiere ma un’esigenza dell’animo. Questo libro è stato un mezzo per urlare in una società che non ascolta.”

A dimostrazione della buona riuscita del lavoro, il fatto che “Io non mi vendo” è in ristampa dopo solo un mese dalla pubblicazione. Ha avuto richieste in tutta Italia, qualcuna in Europa e qualcuna anche fuori continente.