Abolizione delle province: cosa accade ora?

BENEVENTO – Dopo un lungo travaglio ed una discussione a tratti estenuante, il Senato ha approvato, con 160 voti a favore e 133 contrari, il ddl Delrio sulla riorganizzazione delle province. Il testo ora dovrà passare al vaglio della Camera dove, con ogni probabilità, non dovrebbe trovare numerosi ostacoli. 

Dunque, cosa accadrà per la provincia di Benevento?

Partiamo da un dato preliminare: le province non verranno abolite. Il testo prevede una revisione generale dell’organizzazione e dei ruoli dell’ente, ma non una sua abolizione. In sostanza vengono modificati i procedimenti elettivi e le funzioni. “Il Presidente della Provincia è eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni della provincia e resta in carica quattro anni. Il consiglio provinciale è composto dal presidente della provincia e da un numero di consiglieri variabile in base alla popolazione (da 16 a 10). Il consiglio provinciale è organo elettivo di secondo grado e dura in carica due anni; hanno diritto di elettorato attivo e passivo i sindaci ed i consiglieri dei comuni della provincia. L’assemblea dei sindaci è composta dai sindaci dei comuni della provincia

Nel frattempo i presidenti di provincia che sarebbero decaduti in primavera (come nel caso di Benevento) verranno prorogati fino a gennaio 2015. Per quanto riguarda la riorganizzazione delle funzioni, le “nuove province” si occuperanno di: pianificazione territoriale provinciale di coordinamento,tutele e valorizzazione dell’ambiente, pianificazione dei servizi di trasporto, autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato, costruzione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale, programmazione provinciale della rete scolastica, raccolta ed elaborazione dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali. Inoltre, previa accordo con i comuni, la provincia potrà occuparsi di edilizia scolastica.

Novità sostanziali anche per quanto riguarda i comuni. In generale vi sarà un aumento complessivo del numero dei consiglieri comunali. Per i comuni sotto i 3mila abitanti vi saranno 10 consiglieri più il sindaco, gli assessori potranno essere due. Per i comuni dai 3mila ai 10mila abitanti i consiglieri comunali saranno 12 più il sindaco, mentre il numero massimo di assessori sarà di 4.

Per quanto riguarda le Unioni dei Comuni, i piccoli centri avranno la possibilità di accorparsi ad un comune vicino. Nel caso dovesse verificarsi questa ipotesi, all’atto di promulgazione della legge regionale di incorporazione, tutti gli organi del comune incorporato decadono. Il nome verrà mantenuto dal comune “incorporante”.