Emergenza occupazione, Pepe chiede incontro a Caldoro

BENEVENTO – Fausto Pepe, sindaco di Benevento, ha chiesto un incontro al Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro. L’oggetto dell’incontro sarà il tema dell’occupazione.

Fausto Pepe si è fatto carico di chiedere questo incontro in seguito ai dati promulgati dall’Istati sulla condizione occupazionale nel Sannio. I dati parlano di una vera e propria emergenza. Nella nota inviata da Pepe a Caldoro emerge un quadro oltremodo desolante: “Nell’ultimo anno si sono persi 10000 posti di lavoro ed il tasso di occupazione èp crollato di 5,2 punti percentuali, il dato peggiore in Campania ed uno dei peggiori d’Italia. Il 2013 è stato l’anno più brutto sul mercato del lavoro dall’inizio della crisi ad oggi se si considera che gli occupati registrati al 31 dicembre 2013 sono 74000 a fronte degli 87000 del 2010”.

Secondo il Sindaco di Benevento i dati sull’occupazione parlano dell’inefficacia delle poltiche per il lavoro messe in campo dalla Regione negli ultimi anni: “Assistiamo inermi ad un’emoraggia di posti di lavoro che continua imperterrita macinando record su record. Una situazione sempre più pesante che indebolisce la provincia di Benevento ma anche il resto della Campania”:

In questa situazione, osserva Pepe, appare opportuno un incontro tra la Regione Campania e le rappresentanze istituzionali e sociali della provincia di Benevento. L’obiettivo dev’essere quello di costituire una sorta di “Pacchetto Sannio”, un piano di sviluppo che consenta al Sannio di attrarre investimenti, favorisca la competitività delle imprese e generi nuovi posti di lavoro.

Per Pepe è necessaria “l’apertura di una nuova stagione di attenzione al Sannio e alle aree interne che necessitano il potenziamento delle infastrutture e dei servizi. Sono questi iprerequisiti per arrestare il declino di un’intera provincia dove pure ci sono amministratori seri e coraggiosi chq quotidianamente rispondono alla crisi con forza e responsabilità ma che da soli non ce la possono fare anche perchè la situazione reale è molto più allarmante di quella prospettata dall’Istat”: