Napoli, il quinto rimpasto porta in dote l’assessore all’Immagine – di Alessandro Bottone

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NAPOLI – “Il mio compito non è curare l’immagine del Comune, ma comunicare, raccontare al meglio le cose che il Comune realizza”: debutta così Monia Aliberti, neo-assessore alla comunicazione e promozione del Comune di Napoli, con deleghe a: comunicazione, immagine e promozione della città, del ‘Made in Naples’ e degli eventi.

Riassunto in poche parole, il compito dell’Assessora dovrebbe essere: portare eventi a Napoli e comunicarli nel modo migliore possibile. A suo servizio quattro persone: due dipendenti del Comune e due esterni che lavoreranno gratuitamente.

Monia Aliberti, 42 anni, laureata in lingue e letterature moderne a Napoli – con esperienza nel privato dove ha curato marketing e comunicazione – è il dodicesimo membro della Giunta di De Magistris. Siamo al quinto rimpasto di Giunta dall’inizio del mandato. Dopo gli scossoni di diverse inchieste, e dopo la bocciatura della Corte dei Conti per il piano di riequilibrio del Comune, il primo cittadino partenopeo ha pensato che servisse una nuova figura per trasmettere un’immagine di Napoli che finora non si conosce e che – interpretando le sue parole – l’estero non comprende ancora: “Ci guardano l’Africa, il Medio Oriente”, ha affermato.

Dobbiamo ammettere che Napoli negli ultimi due anni ha dato di sé un’immagine diversa e sicuramente migliore rispetto agli anni bui per monnezza e guerre di camorra. Un miglioramento anche grazie agli eventi: America’s cup e Coppa Davis tra i più grandi, insieme a numerosi altri nei settori più disparati.

Ma se guardiamo all’immagine che oggi Napoli dà di sé, allora è inevitabile pensare alle figuracce che la città partenopea fa rispetto ai numerosi turisti che vi soggiornano e al quasi milione di abitanti. La carenza di un sistema di trasporto pubblico sufficiente, in primis, che paralizza la città. La mancanza di sicurezza. Strade dissestate e periferie abbandonate. Tributi alle stelle e altissima evasione. Per non parlare di igiene e pulizia: la raccolta differenziata è il privilegio di pochissime zone, e un fardello per le tante altre.

Allora si potrebbe ripartire con una forbice: non tagliando i servizi, ma eliminando quella parte svogliata e inutile degli impiegati dell’amministrazione cittadina (soprattutto nelle municipalizzate) che, ancora oggi, trascorrono le giornate senza lavorare, pagati dai cittadini. Sarebbe un giusto modo per razionalizzare le spese e gli sprechi, e magari per assumere giovani e svecchiare l’amministrazione, troppo lontana dalla PEC e ancora a respirare la polvere dei faldoni senza fine.