Renzi attacca il Pd: Se non posso fare le cose, trovino un altro

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ROMA – “Se non posso fare le cose, se hanno bisogno di uno che ‘abbuia’, che nasconde, allora si prendano un altro”.  

Ospite di Bruno Vespa negli studi di Porta a Porta, Matteo Renzi mette le cose in chiaro. Una dichiarazione a metà tra una minaccia e una promessa. Il presidente del Consiglio annuncia poi che “il 2 maggio firmiamo l’atto sulla scuola, nel decreto ci sono 244 milioni che sbloccano il patto di stabilità”, mentre “nel Consiglio dei ministri di domani presentiamo con il ministro Marianna Madia i provvedimenti che noi proponiamo alla pubblica amministrazione, con un metodo un po’ diverso dal solito”. Una battuta Renzi l’ha riservata anche all’evasione, per la quale ha espresso una speranza: “Ho l’ambizione di misurare in miliardi i soldi recuperati dalla lotta all’evasione”.

Nel frattempo, sul tema delle riforme sembrano avvicinarsi le posizioni delle diverse anime del Pd. I futuri senatori dovranno essere indicati dai consiglieri regionali, che ne decideranno anche le modalità di nomina. Questo è l’accordo di massima che è stato trovato in seno al Pd. A confermarlo, anche le parole di Vannino Chiti, autore del ddl che andava in contrasto con il testo presentato dal governo: “Va approfondito il nodo dell’eleggibilità, dal momento che affidare alle singole regioni la modalità di selezione mi pare non reggere dal punto di vista costituzionale, ma – conferma Chiti – c’è stato un avvicinamento sostanziale”.