Più Sud nei programmi scolastici, il ministro Giannini si dice disponibile

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AVELLINO – E’ da sempre una battaglia dichiarata del Centro di documentazione sulla Poesia del Sud: quello di riportare nei programmi scolastici scrittori e poeti meridionali del Novecento, defenestrati da alcune improvvide decisioni della riforma Gelmini. 

L’onorevole Giancarlo Giordano ha presentato, lo scorso 27 gennaio, un’interrogazione alla Commissione Cultura che è stata discussa ier, 3 aprile, con risposta del sottosegretario all’Istruzione Roberto Reggi. L’interrogazione partiva dalle iniziative del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud, presieduto da Peppino Iuliano, e da Paolo Saggese, Direttore Scientifico, che, insieme ad altri componenti del Centro tra cui Alessandro Di Napoli, Alfonso Nannariello, Alfonso Attilio Faia, Franca Molinaro, Salvatore Salvatore e Raffaele Stella, hanno posto in rilievo l’assenza nelle “Indicazioni nazionali” di poeti e scrittori meridionali, relativamente al Novecento pieno.

Il sottosegretario Reggi ha affermato la disponibilità del governo ad intervenire sulla vicenda, prendendo in considerazione eventuali integrazioni alle Indicazioni Nazionali. Anche lo stesso ministro Giannini, dalle colonne de Il Mattino, si è detta “stupita” per l’assenza di alcuni nomi dai programmi scolastici. “La ricchezza della letteratura italiana – ha affermato la Giannini – è distribuita in modo equanime sul territorio e la sua conoscenza è cemento dell’unità del paese”.

Insomma, pare che da ieri l’obiettivo del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud sia un po’ più vicino.