Berlusconi invoca il voto e attacca i giudici e Renzi: Simpatico tassatore

6

ROMA – Dopo il Tg5, Porta a Porta. Nel salotto di Bruno Vespa, Silvio Berlusconi torna a dare un giudizio sulla condanna nel processo Mediaset e ad attaccare a testa bassa Matteo Renzi e il suo governo. 

“Sentenza assolutamente ingiusta, costruita da precise regie: c’è indignazione”, afferma l’ex capo del governo. Abbiamo presentato ricorso contro questa sentenza alla corte europea e nelle prossime ore chiederemo una revisione alla Corte di appello di Brescia. Siamo sicuri che verrà annullata”. Una battuta, poi, sulla condanna ai servizi sociali: “Ho visto le foto del giardino della struttura che mi accoglierà, e ci sono molte cose da sistemare per una persona che ama la natura come me”. 

Dalla giustizia all’economia, stavolta il bersaglio è Renzi. “Si è presentato come un simpatico rottamatore. Col passare del tempo – afferma Berlusconi -, sta diventando un simpatico tassatore. E senza portare a casa nulla. Gli 80 euro sono una mancia elettorale. Per dare 80 euro, Renzi deve trovare dei fondi: sono 830 milioni di euro al mese, che finanzia mantenendo la tassa sulla casa: il prossimo anno gli italiani pagheranno 32 miliardi. Sui risparmi e i depositi ha aumentato il prelievo fiscale dal 20 al 27%. Quindi, a qualcuno darà 80 euro, ma per tutti gli altri sparisce la tredicesima”.

Parole pesanti, “giustificate” dal clima di campagna elettorale, certamente, ma che comunque rischiano di far vacillare il patto sulle riforme, rinsaldato dall’incontro a Palazzo Chigi di soli dieci giorni fa. Parole che fanno il paio con gli affondi proprio sul terreno delle riforme: “Ad ora, la riforma della legge elettorale è arenata in Senato. I nostri esperti ci dicono che se andrà avanti la riforma del Senato, credo che difficilmente questa legge elettorale potrà essere costituzionale. Sul Senato non elettivo non c’è alcun impegno da parte nostra. E non è votabile prima delle europee, perché non è accettata neppure all’interno dello stesso Pd. Siamo pronti ad andare al voto. Guardo già alle prossime politiche, il mio obiettivo è quello: se prendiamo il 20% senza di me sarà un miracolo, ma sono certo che arriveremo al 25%. E alle politiche supereremo il 36% del 2008”. 

A stretto giro, Roberto Giachetti risponde alla provocazione con un’altra provocazione: “Matteo, ma chi te lo fa fare? Facciamo saltare il tavolo di questo ceto politico e diamo la parola agli elettori”.