Palazzo Madama, svolta approvata dal Cdm: ecco il Senato delle Autonomie

ROMA – Fuori il Senato come camera di pari dignità rispetto a Montecitorio. Dentro il Senato delle Autonomie. La novità, di una certa rilevanza, è stata votata all’unanimità dal Consiglio dei ministri del tardo pomeriggio di ieri, che ha approvato il ddl costituzionale. 

L’assemblea presideuta da Matteo Renzi è partita da quattro paletti precisi, che andranno dunque a circoscrivere modalità di composizione del Senato e sua azione: no al voto di fiducia, no al voto di bilancio, no all’elezione diretta dei senatori e non all’indennità per i senatori. “Una svolta”, ha affermato Renzi. Una svolta che, unita all’abolizione delle province dovrebbe portare un risparmio di oltre un miliardo di euro all’anno.”E’ finito il tempo dei rinvii”, ha commentato il capo del governo in conferenza stampa, dove si presenta affiancato dal ministro delle Riforme e dei Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi Graziano Delrio. 

“Non so se cisarà il lieto fine, ma questo è un buon inizio”, ha aggiunto Renzi, che poi non ha risparmiato un riferimento alle polemiche dei giorni scorsi con il Presidente del Senato Piero Grasso: “Sono certo – ha infatti dichiarato – che non ci saranno tra i senatori persone che non colgano la straordinaria opportunità che stiamo vivendo. Sono certo che la stragrande maggioranza dei senatori non potrà scacciare questa speranza. Io sono convinto che non ci sia alternativa”. La tempistica dell’approvazione vede la prima tappa entro il 25 maggio, cioè entro le europee. “Rispetto alla bozza del 12 marzo – ha spiegato il ministro Boschi – ci sono dei cambiamenti. Innanzitutto cambia il nome: torna a chiamarsi Senato, ma si chiamerà Senato delle autonomie. Per la composizione c’è un’apertura a discutere sulla proporzionalità per quel che riguarda le Regioni purché con le Regioni si trovi un accordo che ancora non c’è”.

Ecco i numeri del nuovo Senato: 148 membri (gli attuali sono 315), 21 nominati dal Capo dello Stato e 127 rappresentanti dei consigli regionali e dei sindaci. Tutti senza alcuna indennità aggiuntiva. “Il Senato – ha aggiunto la Boschi – mantiene le competenze per le leggi costituzionali. E dunque su quelle che sono le regole fondamentali per il nostro vivere insieme rimane una doppia lettura tra Camera e Senato per una maggiore garanzia”.

 

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.