Marketing e banane: chi se la mangia e chi…se la beve

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Dani Alves non se la beve. Se la mangia. E tutto il mondo – davvero tutto il mondo – ad offrirgli la giusta e doverosa solidarietà.

I primi sono stati i colleghi del brasiliano del Barcellona. Da Dries Mertens a Roberto Carlos, da Hulk ad Aguero passando addirittura per Fanny, la fidanzata di Mario Balotelli, oltre allo stesso SuperMario e a Neymar. Tutto liscio, tutto bello, tutto giusto. La solidarietà è un sentimento nobilissimo, di quelli che non bisogna lesinare o subordinare alla discrezione. E altrettanto nobile  è coltivarlo.

Così, “l’unico frutto dell’amor” è apparso negli scatti di tutti i personaggi dello spettacolo e della politica: Matteo Renzi, Cesare Prandelli, addirittura Barack Obama. Tutti indignati. In Brasile, però, è scattata la contro-indignazione.  Nel mirino la Ludocca, l’agenzia di comunicazione e marketing che gestisce immagine di Neymar.

Guga Ketzer, vice presidente della Ludocca, ha rivelato: “La campagna (pubblicitaria, ndr) era già pronta, aspettavamo soltanto il momento giusto per lanciarla”. Dani Alves, che ha affermato varie volte di aver parlato con Neymar di razzismo, ha negato l’esistenza di una campagna pubblicitaria: “Il mio gesto – ha affermato – è stato spontaneo”. Eppure, è stata proprio la Ludocca a lanciare immediatamente l’hashtag #SomosTodosMacacos (siamo tutti scimmie). Un modo per lanciare la campagna a livello planetario.

“Tutto questo – ammette candidamente Ketzer – è stata la scusa perfetta, quella che noi cercavamo per lanciare la campagna pubblicitaria (già bell’e pronta, ndr) dell’agenzia dell’imprenditore-giornalista Luciano Huck”. Infatti, neanche ventiquattr’ore dopo l’accaduto, la maglietta con la scritta #SomosTodosMacacos era acquistabile ad un prezzo equivalente ai 25 euro.

Una situazione in cui si mischierebbero il sacrosanto rispetto per il colore della pelle di ognuno con la voglia di speculare di imprenditori senza scrupoli, pronti a lucrare su una delle piaghe della società moderna, specie nelle quattro mura di uno stadio. Se il terzino del Barça ha reagito con freddezza, spiazzando tutti per la scelta e per i tempi di reazione da consumato attore, non lo stesso si può dire per il fantasista carioca, che stavolta ha toppato davvero.

Insomma, Dani Alves se l’è mangiata, ma tutto il mondo, forse, se l’è bevuta.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.