Alta Irpinia tra cultura e turismo: alla riscoperta di noi stessi

fiera modificato

Forse cerchiamo anche noi il nostro momento di gloria sulla scena culturale nazionale. Forse, più semplicemente e con non poco ritardo, ci siamo accorti della valenza del nostro territorio e della necessità di non abbandonarlo all’oblio, ma salvarne ogni frammento per ricostruire un puzzle di affascinante e sconosciuta cultura da divulgare.  Così anche noi, ormai stanchi di vivere all’ombra dei grandi centri d’arte italiani, ci mettiamo piacevolmente in gioco e facciamo a spallate con essi, già da tempo consolidatisi nel panorama turistico della Penisola,  per far emergere il nostro bagaglio di storie e leggende. Di fronte a ciò neppure l’inconsueto freddo polare di quel che sarebbe dovuto essere un nuovo “maggio odoroso” ha potuto fermarci. E il vento, insensibile padrone di Bisaccia, ha accolto a partire dalle 20 di ieri l’esordio della nostra rivalsa con una visita-spettacolo incentrata sul racconto della storia della sua Principessa, il cui rilevante corredo è  custodito oggi nel Museo Archeologico del paese. Inermi ma curiosi abbiamo assistito a uno spettacolo sensazionale di luci, parole e immagini da lasciare senza fiato, intriso di poesia, dai versi della Scuola Siciliana a Tasso fino ai più emozionanti “tableaux vivants”del Cinquecento, per un omaggio all’affascinante castello di Bisaccia e alla sua storia.  Questo racconto coinvolgente e interattivo ricostruito all’interno di esso, il primo dei quattro promossi dal progetto “Le città itineranti” con protagoniste Aquilonia, Lacedonia e Monteverde, oltre alla già citata Bisaccia, pone al centro dell’attenzione i nostri pezzi di storia, luoghi singolari e suggestivi. Proprio quelli inesplorati e spesso abbandonati a se stessi, proprio quelli che rappresentano la nostra identità, le nostre origini e le nostre tradizioni, ma dei quali ci dimentichiamo troppo facilmente. È a partire da qui che si apre, dunque, la scommessa de “Le città itineranti” che, puntando su questa nuova forma di comunicazione e di arte, che fonde insieme la tecnologia e le lettere, si propone di celebrare, raccontare e divulgare le nostre bellezze inesplorate.