Una Buona Stagione: Francesca Valtorta, una vita per il cinema

Francesca Valtorta, romana, classe 1986, è un vero e proprio talento del cinema italiano, grinta e tanta voglia di imparare. Un amore per il cinema fin dall’adolescenza e che ora le sta regalando molte soddisfazioni. LaNostraVoce.info l’ha intervistata in esclusiva per la sua partecipazione alla fiction “Una Buona Stagione”, vero e proprio successo che viene trasmessa in anteprima su Raiuno ogni martedì sera. Marianne von Brurer, il suo personaggio, è l’unica figlia della crudele Olga: la ragazza diventa molto amica di Andrea Masci. I problemi cominciano quando Marianne si scopre innamorata di lui.

In queste settimane ti vediamo protagonista di “Una Buona Stagione”. Per quali motivi hai detto di si a questo progetto?

Ho fatto un provino e l’ho superato! Quindi sono io a dover ringraziare di avermi scelta.

Interpreti Marianne von Brurer, ci racconti meglio il tuo personaggio?

Marianne è figlia di una importante imprenditrice, e ha seguito le orme di sua madre, che per lei è il principale punto di riferimento sia lavorativo sia affettivo, perché il nucleo familiare è composto solo da madre e figlia. Questo quindi ha fatto sì che tra le due si creasse un legame strettissimo. Marianne ci viene mostrata all’inizio molto sicura di sé, donna in carriera, ricca, solare e consapevole delle sue armi seduttive. Il rapporto con Andrea Masci, di cui Marianne si innamora, metterà però in crisi tutte le sue certezze, sia come donna (perché, da sempre abituata a vincere, dovrà confrontarsi con il rifiuto), sia come figlia, arrivando a mettere in discussione il rapporto di fiducia con la madre. Ma da queste due esperienze Marianne uscirà ancora più rafforzata e indipendente, capace di compiere scelte radicali.

Nella fiction, sei figlia della spietata Olga von Brurer . Che tipo di madre è?

Olga è una madre dal carattere forte e preponderante, ha un legame strettissimo con la figlia, quasi morboso. Questa sua esigenza di controllare la vita di Marianne, sia sul lavoro che fuori, nasconde però una grande insicurezza e un forte bisogno di affetto. La paura di perderla porterà Olga a compiere scelte sbagliate, che metteranno a dura prova il loro rapporto.

Che effetto fa recitare con attori del calibro di Ottavia Piccolo, Jean Sorel e Ivano Marescotti?

Sapere che il mio nome sarebbe stato affiancato ad attori di tale calibro, che hanno fatto la storia del cinema e del teatro, è stato motivo di enorme orgoglio. Ne sono onorata. Purtroppo però il mio personaggio si relaziona quasi solamente con la madre e con Andrea, quindi non ho mai avuto modo di recitare con loro. Per un non addetto ai lavori, che si immagina che si reciti sempre tutti insieme, è strano pensare che invece io ho potuto incrociare solo pochissime volte sul set sia la Piccolo che Sorel. A volte addirittura non ci si incontra mai, se non si hanno scene insieme!

Sei diretta da Gianni Lepre nella fiction.

Sono stata diretta da Gianni solo fino a metà del percorso perché poi, a causa di problemi di salute che ora per fortuna sono del tutto risolti, è stato sostituito da Fabio Jephcott. Non è stato facile per la troupe cambiare in corsa e improvvisamente il regista, con cui tutti avevamo iniziato un percorso. Fabio in questo è stato grandioso, riuscendo, per il bene della fiction, a mantenere una continuità sia tecnica che artistica con il lavoro già svolto da Gianni, senza però perdere la sua impronta, dando nuovi imput e mettendo in luce nuove sfaccettature dei personaggi. Io ho lavorato principalmente con Fabio, con cui si è instaurato fin da subito un rapporto di dialogo e di scambio molto limpido e schietto, fatto ovviamente anche di critiche, sempre costruttive e sempre in un clima disteso di scambio e di reciproca stima. Spero di incontrarlo presto su un altro set. Con Gianni purtroppo ho girato solo pochissime scene, ma ho fatto con lui tutto il cammino fondamentale di preparazione del personaggio: è lui che mi ha scelta, con cui ho costruito il personaggio di Marianne e che ha dato l’impronta a tutto il lavoro.