Le Voci di dentro: Toni Servillo trionfa al Gesualdo

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AVELLINO – Toni Servillo è inarrestabile, e il 2014 è decisamente il suo anno fortunato. A ridosso della vittoria dell’Oscar 2014 come miglior film straniero con “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino,il talentuoso attore casertano ha calcato il palco del teatro Carlo Gesualdo, regalando al pubblico irpino la sua versione della commedia eduardiana “Le voci di Dentro”.

L’evento, durante i primi due giorni di replica, è stato seguitissimo, registrando il tutto esaurito. Lo spettacolo è stato molto atteso da un lato per la curiosità che ha destato; il pubblico irpino voleva e vuole nei prossimi giorni salutare l’attore che ha accompagnato lo scorso febbraio Paolo Sorrentino a Los Angeles a ritirare l’ambito premio. Dall’altro, Servillo è riuscito a catalizzare attenzione su di sè, anche per essere stato insignito, nei giorni scorsi, della cittadinanza onoraria di Napoli. Evento fortemente voluto dal sindaco stesso della città del sole, Luigi De Magistris.

Infine, il pubblico si è incuriosito per la proposta che poneva lo spettacolo in sè; vedere due fratelli attori che interpretano a loro volta due fratelli in ristrettezze economiche. Il che ricorda un po’ l’interpretazione originaria della commedia in tre atti scritta dal celebre Eduardo De Filippo nel 1948, che vedeva esattamente Eduardo e il figlio Luca De Filippo come interpreti principali.

Alberto Saporito, interpretato da Toni Servillo, è un apparecchiatore di feste  popolari e vive col fratello Carlo, interpretato da Peppe Servillo. e lo zio Nicola. Una notte sogna fantasticando che i vicini di palazzo, i Cimmaruta, uccidono l’amico Aniello Amitrano e fanno sparire il cadavere.

Nel corso del sogno, Alberto vede dove sono nascosti i documenti che possono incastrare i vicini. L’indomani, fa la denuncia in questura e fa arrestare i Cimmaruta.

In seguito, cerca i documenti a casa e s’accorge di aver sognato il tutto!

Nonostante Alberto ritiri la denuncia, si trova ora nei guai: Il procuratore della Repubblica, insospettito, crede che egli abbia ritrattato per paura od altro. Inoltre, rischia una querela per calunnia da parte dei vicini.

Carlo, suo fratello, convinto che Alberto verrà arrestato, cerca immediatamente un compratore per tutto il materiale per l’allestimento delle feste popolari, e tenta di farne firmare ad Alberto la cessione con varie scuse.

I Cimmaruta vengono a trovarlo uno alla volta e si accusano l’un l’altro cercando di salvare il resto della famiglia. Converranno, alla fine, di dover assassinare Alberto per salvarsi. Aniello è vivo e vegeto. Alberto, a questo punto finale, finge di aver trovato i documenti, chiamando assassini i vicini; e spiega a cosa si riferisce: assassini della stima e della fiducia reciproche, ammettendo un omicidio quasi come fosse prassi.

Alla fine Alberto ammette che è compreso anche lui fra loro, senza saperlo; con quel sogno, ha inconsciamente creduto i vicini capaci di un tale crimine.

Lo spettacolo verrà riproposto oggi alle 18,30 e domani alle ore 21, per vaere ulteriori informazioni 0825771620