Berlusconi ed Europa, Mastella: Ecco come dovrebbero cambiare

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SAN GIORGIO DEL SANNIO (BN) – Berlusconi deve fare come Maradona. “Anche Diego, se avesse giocato fino all’ultimo, non sarebbe stato più in grado più segnare. Ma arretrando a centrocampo, con la sua tecnica e le sue qualità, ha saputo guidare la squadra e segnare reti decisive”. 

Il consiglio di Clemente Mastella, europarlamentare uscente, candidato con Forza Italia alle europee del prossimo 25 maggio, giunge da San Giorgio del Sannio, dove l’ex ministro della Giustizia è intervenuto all’inaugurazione del Club Forza Silvio. Mastella ha fatto ricorso a una metafora calcistica per spiegare quale dovrebbe essere il ruolo di Silvio Berlusconi nel partito. “Silvio, e ne ho parlato con lui, dovrebbe essere la guida, una sorta di allenatore: dovrebbe miscelare, contemperare, combinare le situazioni. Questo – ha proseguito – vale a livello locale e a livello nazionale: la mia idea è che si deve dar vita ad un nuovissimo centrodestra. Utilizzo la categoria dei ‘nuovissimi’, propria del catechismo, perché dire ‘nuovo centrodestra’ non è che mi piaccia molto”, ha poi aggiunto scherzando.

Mastella ha poi affrontato un altro tema caldo, quello dell’Europa, in una campagna elettorale in cui soffiano forti venti di antieuropeismo. “So che l’Europa appare molto distante. Ma noi – ha affermato – non possiamo fare a meno dell’Europa. Noi possiamo avere un’idea diversa di Europa. Spesso sento dire che abbiamo perso la sovranità popolare: noi non l’abbiamo persa, l’abbiamo delegata. Il Parlamento italiano – ma fortunatamente io non c’ero – in soli tre giorni ha votato all’unanimità l’inserimento in Costituzione della cessione di sovranità monetaria. Il problema non è questo: senza la cessione di sovranità monetaria, gli Stati Uniti non avrebbero avuto la storia che tutti conosciamo. Dunque, il dato da mettere sul tavolo e da far valere – ha concluso Mastella –, è la negoziazione dei trattati: non hanno creato lavoro, sviluppo e benessere, ma solo controversie tra cittadini e istituzioni. Non c’è una ricetta assoluta, ma il dato acclarato è che il rigore non produce risultati e per questo bisogna cambiare”.