Giovani Confindustria, fiducia a Renzi: Ma lo Stato favorisca uno scudo industriale

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SANTA MARGHERITA LIGURE (GE) – Fiducia a tempo al governo Renzi. Dito puntato contro le aziende che delocalizzano per risparmiare sulla manodopera. 

Il neo presidente dei Giovani di Confindustria lancia un appoggio (non incondizionato) all’esecutivo e un anatema verso “chi corrompe e chi abbandona l’Italia: devono andare fuori dall’associazione”. Quanto al governo, “le europee hanno consegnato a Renzi una fiducia che si misurerà sulla base del rispetto degli impegni presi”. Gay lo dice chiaramente: “E’ una fiducia a tempo, visto che gli italiani chiedono al governo di non perdere neanche un minuto”. E, collegando i due concetti, afferma: “Noi ci impegniamo a non andare via. Ma lo Stato deve venirci incontro, essere nostro alleato. Non chiediamo uno scudo fiscale, non vogliamo il rimpatrio mdei capitali. Vogliamo il rimpatrio delle produzioni, uno scudo industriale”.

Gay affronta anche il tema della legge antiriciclaggio, in discussione in questi giorni in Parlamento: “Non ci spaventa, tutt’altro. Ci aiuta ad eliminare la concorrenza sleale della criminalità che, riciclando proventi sporchi, arriva dove prima non era capace di arrivare”. Favorevole all’introduzione del salario minimo (“già presente in 21 Paesi su 28 dell’Ue”), il presidente dei Giovani di Confindustria auspica “l’eliminazione totale dell’Irap”. Infine, una sfida: “Nella nostra associazione, siamo 13mila imprenditori. Se ciascuno di noi incubasse o favorisse lo sviluppo di una nuova impresa, nascerebbero 10mila nuove imprese e altrettanti imprenditori. Il che – conclude Gay – significherebbe un milione di posti di lavoro”.