Azzurri incolore fermati sul pari dal Lussemburgo: e giovedì si parte per il Brasile

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PERUGIA – Un’Italia scialba, pesante e senza idee quella che si fa inchiodare sul pari da un Lussemburgo motivato e volitivo. 

Il “Renato Curi” di Perugia, che nell’entusiasmo di oltre 25mila spettatori ha ospitato l’ultima gara prima del volo in Brasile, previsto per giovedì a mezzanotte, doveva fornire delle indicazioni importanti a Cesare Prandelli. Innanzitutto, delle risposte gliele doveva il centrocamppo di palleggiatori. De Rossi-Pirlo-Verratti, schierati sulla stessa linea, avrebbero raggiungo la giusta alchimia tattica? E il duo Marchisio-Candreva avrebbe garantito sufficiente appoggio al SuperMario furioso?

Al netto della rete proprio di Marchisio, che ha sbloccato la gara a metà primo tempo, ad entrambe le domande si potrebbe rispondere di no. Partendo dalla linea mediana, Verratti si è spesso e volentieri lanciato in avanti, quasi a fare il trequartista, mentre gli altri due centrocampisti sono rimasti – specie De Rossi – bloccati nelle loro posizioni. Ma nessuna inventiva, poche azioni degne di nota. Azzurri grigi, insomma, al cospetto di un avversario che rappresenta qualche centinaio di migliaia di abitanti.

Lampi se ne sono vistivisti solo con l’ingresso dell’acclamatissimo Antonio Cassano, che in un paio di circostanze ha illuminato la scena con delle verticalizzazioni al bacio per Balotelli e De Sciglio. Poco, troppo poco, tuttavia, per una squadra che ambisce, come confermato dallo stesso Ct nel finale di gara, a “disputare un grande Mondiale” (si legga “entrare tra le prime quattro”). Una squadra che addirittura in finale di gara si è fatta agguantare da tale Chanot, che dopo la zuccata vincente si è sentito così potente da mandare baci ai tifosi sbagliati. 

Insomma, il piede di partenza non è quello giusto. Il Brasile è dietro l’angolo, l’Inghilterra giusto un po’ più in là. E con i Leoni di Sua Maestà non sarà affatto un gioco.