Mose, Renzi: Il problema sono i ladri, non le regole

pa_banner

BRUXELLES – In Belgio per il G7 senza Putin, in conferenza stampa Matteo Renzi non ha potuto fare a meno di affrontare lo scempio venuto fuori dall’inchiesta della Procura di Venezia sulla gestione degli appalti del Mose. 

“Provo profonda amarezza, ma altrettando profonda è la mia fiducia nella magistratura”, ha affermato Renzi proprio nel giorno in cui prendono il via gli interrogatori degli arrestati. “Bisogna smetterla – ha proseguito – col dire che quando avviene un fatto del genere il problema sono le regole. No, il problema sono i ladri. I politici corrotti andrebbero indagati per alto tradimento. Non è possibile che chi viene condannato per corruzione dopo 20 anni possa tornare ad occuparsi della cosa pubblica. La mia proposta è di un “daspo” a politici e imprenditori implicati in vicende di corruzione. Nelle prossime ore interverremo sugli appalti pubblici”.

Molto duro anche il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, il magistrato napoletano Raffaele Cantone: “Sta emergendo in questa vicenda un sistema molto inquietante, ancora più di quello già grave venuto alla luce per Expo”, ha affermato Cantone. “Va certamente cambiato il sistema degli appalti, ma a ciò va affiancata una discontinuità politica e culturale”. Il giudice ha poi ricordato che la legge anticorruzione del 2012 prevede la possibilità di inserimento in un contratto di appalto di “clausole quali il patto di integrità, che consentono la revoca del contratto laddove si ravvisino fatti di corruzione”.

Caustico il commento di Beppe Grillo, che sul suo sito ha punto il Pd in questo modo: “Noi vinciamo poi, intanto arrestano voi”.