Decreto Irpef, Sel si spacca. Ma poi vota a favore

ROMA – Ieri notte una lunga riunione in casa Sel per decidere se votare o meno a favore del decreto Irpef varato dal governo Renzi (quello degli 80 euro per intenderci). La votazione interna sancisce una spaccatura di fatto: 17 i favorevoli, 15 i contrari.

Durente il suo intervento alla Camera dei Deputati l’Onorevole Titti Di Salvo ha confermato il “Sì” del gruppo di Sinistra Ecologia Libertà al decreto, ma sembra che alcuni deputati potrebbero anche non votare in linea con le indicazioni della maggioranza. Secondo quanto riportato dall’Unità, “Migliore, nella concitazione della riunione notturna, ha messo sul tavolo anche le sue dimissioni da capogruppo”.

Cosa succederà ora? E’ probabile che se i deputati contrari al decreto Irpef decidessero comunque di mantenere ferma la posizione, si potrebbe creare un nuovo gruppo parlamentare comprendente i deputati favorevoli. Questi ultimi si attesterebbero su posizioni molto più “dialoganti” con l’attuale maggioranza di Governo. Siamo comunque nel campo delle ipotesi.

Nichi Vendola è intervenuto sulla vicenda dichiarando che a suo giudizio il decreto Irpef “è ricco di contraddizioni e, tuttavia, interviene su una platea vasta che vive un disagio sociale straordinario. Tutto quello che assomiglia a una riparazione dei danni fatti alle famiglie va bene. Resta una perplessità di fondo sulle fonti di finanziamento del decreto“. Per il leader di Sel, inoltre, “essere catturati nel cono d’ombra del Governo non è il destino di Sel”, anche se Sel dvrebbe lavorare per creare le condizioni di “una base di maggioranza parlamentare differente”