Gaza, Ban ki-Moon esorta a deporre le armi: Parlatevi

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GAZA – Quindici giorni di battaglia. Seicentocinque morti palestinesi, di cui centoventuno bambini. Ventotto soldati israeliani uccisi in combattimento. 

Questi i numeri dell’operazione Margine Protettivo, avviata da Israele nella Striscia di Gaza. Numeri che portano il segretario generale dell’Onu, Ban ki-Moon, ad alzare la voce ed esortare pubblicamente al dialogo le due fazioni in lotta. “C’è uno sforzo comune internazionale. Smettete di combattere, cominciate a parlare e andate alla radice del conflitto”, ha affermato durante un colloquio col presidente dello stato ebraico, Benjamin Netanyahu. “Dobbiamo intensificare gli sforzi per la pace – ha proseguito Ban -: nessuna attività militare porterà a nulla, troppi palestinesi e troppi israeliani stanno vedendo distrutte le loro famiglie”. 

“Non c’è altra soluzione che quella basata su due stati”, ha poi affermato il segretario generale delle Nazioni Unite. “Dovete condividere un futuro comune”. Da parte sua, Netanyahu ha paragonato “Hamas a Isis, a Boko Haram, ad al Qaida. Loro non vogliono una soluzione a due Stati. Loro ripetono che che noi esistiamo. La nostra è un’autodifesa”. Poi ha aggiunto: “Il popolo di Gaza è vittima del brutale regime di Hamas che si nasconde dietro di lui. La comunità internazionale deve ritenere Hamas responsabile per i suoi crimini”.

Prova a muoversi anche la diplomazia italiana: Renzi ha sentito il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, confermando, spiegano fonti di Palazzo Chigi, il proprio impegno come presidente di turno dell’Unione europea per favorire ogni iniziativa utile alla pace in Medio Oriente.