Scampata alla morte in Sudan, Meriam incontra Papa Francesco

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CITTA’ DEL VATICANO – E’ atterrata stamane a Fiumicino dopo un volo su un aereo della Presidenza del Consiglio. Meriam Yahia, 27enne sudanese condannata a morte per apostasia e poi liberata, è stata accompagnata dal viceministro degli Esteri Lapo Pistelli, che si era occupato personalmente della vicenda.

A riceverla, la titolare della Farnesina, Federica Mogherini, e il capo del governo Maatteo Renzi, che nel suo discorso d’ìinsediamento a Strasburgo come presidente di turno dell’Unione europea l’aveva esplicitamente citata. Meriam è arrivata a Roma con la sua famiglia: suo marito Daniel Wani e i figli Martin di un anno e otto mesi (in braccio al vicemnistro Pistelli) e Maya, neanche due mesi, nata in carcere. La ragazza era stata condannata per apotasia, per aver cioè rinnegato la religione della propria famiglia, l’Islam.

Nella tarda mattinata, Meriam e i suoi cari si sono trasferiti a Santa Marta, nella residenza del Papa, dove Francesco l’ha ricevuta per esprimere personalmente la propria gratitudine. Mezzora trascorsa in un’atmosfera “serena e affettuosa”, come l’ha definita Padre Federico Lombardi, portavoce della Sala Stampa vaticana. Il Papa – ha aggiunto padre Lombardi – è stato molto tenero con lei, il marito, che era in carrozzella, e l’ha ringraziata per la sua testimonianza. Un gesto di vicinanza e solidarietà per coloro che soffrono a motivo della loro fede e della pratica di fede. E questo va a al di là di quest’incontro così bello e attento”. Da parte loro, Meriam e i loro “hanno ringraziato Francesco per il sostegno ricevuto e lo hanno informato sulla vicenda e la situazione attuale”.

“Oggi siamo felici, è un giorno di festa”, ha affermato Renzi, che era accompagnato da sua moglie Agnese.