Ddl Boschi, sì alla tagliola: opposizione al Quirinale, ma Renzi non molla

pa_banner

ROMA – Contingentamento dei tempi di approvazione delle riforme. In una parola, la tagliola. 

E’ la drastica decisione a cui è giunta la conferenza dei capigruppo del Senato, riunita oggi nel primo pomeriggio per cercare di trovare una soluzione all’intasamento di emendamenti presentati (quasi ottomila) al disegno di legge Boschi in materia di riordino costituzionale. La conferenza si è dunque conclusa con l’alzata di un muro da parte dei partiti di maggioranza contro quello eretto dall’opposizione, disposta a rivedere al ribasso il numero di emendamenti in cambio di un riequilibrio tra le camere (nella riforma Boschi il Senato non avrebbe potere legislativo) e referendum.

Clamorosa la reazione dell’opposizione, che improvvisa una marcia sul Quirinale. Una delegazione formata da Centinaio (Lega), Petrocelli (M5S) e De Petris (Sel) viene ricevuta da Napolitano, mentre un nutrito gruppo di grillini protesta con la fascia tricolore al braccio. La Boschi cinguetta: “In ogni caso, a decidere saranno i cittadini attraverso un referendum”.

La maggioranza prova dunque ad uscire dalla palude restringendo i tempi: su ottomila emendamenti, in novecento casi è stato richiesto il voto segreto. Anche dai grillini, che lo avevano sempre bollato come un’ignominia e che stamane si sono piazzati all’esterno dell’aula nella quale si svolgeva la capigruppo, “per fare pressione – così spiega l’ufficio stampa del Movimento – in modo che non vengano approvati contingentamenti dei tempi o altri strumenti per zittire l’opposizione”. La Boschi, al termine della riunione, è stata dura: “O si ritirano in maniera sostanziosa gli emendamenti oppure si va avanti senza mediazioni per approvare il ddl entro agosto, perché così non si può discutere, è un ricatto”.

Una eventualità di cui Vendola non vuol neanche sentire parlare – “spero si tratti di uno scherzo” -, e che invece sarà applicata.