Spese non coperte, niente taglio tasse. Cottarelli lascia, spending review nel caos

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ROMA – La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’approvazione, poche settimane fa, del decreto-Madia sulla pubblica amministrazione.

Carlo Cottarelli getta la spugna e attacca: “Si sta diffondendo la pratica di autorizzare nuove spese – scrive sul proprio sito – indicando che la copertura sarà trovata attraverso future operazioni di revisione della spesa o, in assenza di queste, attraverso tagli lineari delle spese ministeriali”. E’ evidente il riferimento al decreto che, con lo scopo di svecchiare i dipendenti pubblici, prevede un maxi-pensionamento di 4mila insegnanti, ai quali è stata data la possibilità di pensionarsi con la “quota 96”, cioè con le regole precedenti alla riforma Fornero. Un’operazione dal costo di 396 milioni di euro.

Cottarelli, insomma, punta il dito contro “le nuove spese non coperte”: in sostanza, il commissario alla revisione della spesa accusa di impegnare, a copertura di spese previste, tagli non ancora effettuati. O, peggio, tagli lineari, il contrario di quella che è la sua missione. La sintesi è brutale: “Il totale delle risorse spese prima di essere risparmiate ammonta a 1,6 miliardi di euro. Scordatevi il taglio delle tasse – afferma Cottarelli -, le risorse non ci sono”. Il Mef, dal canto suo, fa sapere che “le critiche non sono rivolte al governo”. Eppure, Renzi ha già scelto il sostituto: si tratta del suo consigliere economico, Yoram Gutgeld, mentre lo stesso Cottarelli farà ritorno al Fondo monetario internazionale.