Bisaccia, inaugurato l’Hospice senza Caldoro. Florio: Nostra gestione oculata e proficua

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BISACCIA (AV) –  Chi si aspettava la presenza di Stefano Caldoro è rimasto deluso. Ma l’Hospice di Bisaccia da settembre comincerà in ogni caso la sua attività. 

L’inaugurazione è avvenuta stamane, alla presenza, tra gli altri, di Sergio Florio, direttore generale dell’Asl di Avellino, nel mirino delle critiche che più volte gli sono piovute addosso provenienti proprio da questa zona dell’Irpinia. “Oggi inauguriamo una struttura all’avanguardia  – ha detto Florio –, resa possibile dall’utilizzo di fondi ordinari dell’Asl Avellino e senza nessun contributo della Regione Campania. Ne siamo orgogliosi, vuol dire che la nostra gestione si rivela oculata e proficua, nonostante il periodo di grandi difficoltà. Qualche anno fa dissi che in questa struttura ci sarebbero state più luci accese di prima: pian piano ci stiamo riuscendo. Qui a Bisaccia – ha concluso Florio – stiamo facendo un buon lavoro, e mi sento di ringraziare tutti coloro che ci hanno messo impegno e dedizione per la costruzione di questa struttura”. 

A Florio, il nuovo sindaco di Bisaccia, Marcello Arminio, ha chieto un’implementazione dei servizi, mentre il progettista dell’Hospice, Carlo Coppola, ha spiegato la ratio della costruzione: “Abbiamo voluto ricostruire gli ambienti ideali per una vivibilità più serene possibile. E’ stata dunque considerata la personalizzazione cromatica degli ambienti, la presenza di un giardino terapeutico – sensoriale all’interno della struttura. Abbiamo infine creato il giardino d’inverno che è un luogo dedicato alle piante ed ai fiori dove i pazienti possono passare alcune delle loro ore pensando, perché, no anche ad un’azione di giardinaggio”. 

In rappresentanza della Regione Campania è intervenuto Nino Di Pietro, originario di Bisaccia. “Stiamo provvedendo – ha affermato Di Pietro – ad un riequilibrio dei servizi sanitari in tutta la regione, intesi nella loro totalità. Non dobbiamo pensare che la cosa perfetta sia l’ospedale inteso con l’accezione tradizionale e quindi pronto soccorso, reparti. Ormai il futuro è gestire i servizi per dare la migliore soluzione possibile ai cittadini. In caso di invarto, per esempio, io non mi fermerei né a Bisaccia né a Sant’Angelo dei Lombardi, ma andrei, direttamente, ad Avellino dove c’è la certezza di una cura migliore”.

Foto: Michele Frascione