Terreni demaniali per agricoltura giovanile, la proposta del Pd in consiglio regionale

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AVELLINO – Valorizzazione dei suoli pubblici a vocazione agricola per contenerne il consumo e favorirne l’accesso ai giovani’: è questo il titolo della legge regionale presentata dai consiglieri regionali democratici Pica, D’Amelio e Caputo. 

L’obiettivo della legge è trasformare la realtà contadina delle generazioni passate in un modello imprenditoriale in grado di offrire prodotti di qualità e modelli di sviluppo competitivi. Si tratta di un provvedimento che punta a valorizzare i terreni agricoli di proprietà pubblica che risultano improduttivi. I dati parlano chiaro: il 14% del PIL prodotto in regione Campania proviene dal settore agricolo, cercare di promuovere questo settore attraverso l’affidamento dei terreni del Demanio e le detrazioni Irap per le aziende che assumono rappresenta un’opportunità importante per i giovani e le imprese.

“La campagna “#RestaLaTerra” promossa dai Giovani Democratici – spiega Salvatore Casale, componente del Comitato Irpinia per Civati – si inserisce in questo filone chiedendo un nuovo modello di fare impresa. Un modello che affondi le radici in un passato visto come opportunità concreta per chi oggi vive o decide di ritornare in un luogo dove la logica clientelare e dei carrierismi personali ne fa da padrona. Offrire l’opportunità di ripartire dalla terra significa avere la capacità di guardare al domani, alle nuove generazioni. Sostenere che questi modelli di sviluppo sono inefficaci e inutili o impraticabili, rappresenta il frutto di una logica strumentale che non guarda alla realtà.”

“Dare la possibilità ai giovani di spendere le proprie competenze per innovare un settore strategico – conclude Casale – è una strada possibile per  creare occupazione, stimolare auto imprenditorialità e per migliorare le condizioni di terreni dimenticati. Da giovane irpino mi sento solo di dire che le soluzioni non si decidono nei salotti, ma impegnandosi con i territori e per il territorio, cercando di costruire alternative possibili a ogni livello, ma forse per qualcuno le zone interne della Campania sono un Feudo inesplorato”.