Gaza, notte di guerra: oltre 1000 le vittime Palestinesi

GAZA – Notte di fuoco nella Striscia di Gaza. Nonostante i reiterati appelli delle Nazioni Unite al “cessate il fuoco” le ostilità si sono protratte per tutta la giornata di ieri.

Solo ieri notte si sono registrate 26 vittime palestinesi di cui 9 donne e 4 bambini.

Dall’inizio dell’offensiva israeliana, denomintata Margine Protettivo, le vittime palestinesi sono 1113. I bombardamenti israeliani hanno riguardato la città di Rafah e il campo profughi di Bureij a Gaza, ed è stata colpita l’abitazione del leader di Hamas Ismail Haniyey, nel campo diShati nella zona più a Nord della Striscia. 

Hamas ha risposto lanciando tre razzi che sarebbero stati intercettati dalle forze militari israeliane. Alcune fonti riferiscono anche di 5 soldati israeliani morti nel corso di combattimenti con un commando palestinese che stava provando ad infiltrarsi in un tunnel a Nahal Oz, in Israele, vicino al confine con Gaza. Le vittime israeliane salgono quindi a 53. 

Nel frattempo continua il rimpallo di responsabilità tra il governo Israeliano ed Hamas. Tel Aviv nega di aver colpito un ospedale ed un campo giochi durante l’ultimo raid ed accusa i palestinesi di aver lanciato razzi sul nosocomio di Shita e sul campo profughi di Shati. Il fronte di una trattativa diplomatica sembra essere, ora più che mai, difficilmente percorribile. Le richieste del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sono passate completamente inosservate. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha fatto sapere Israele non fermerà le operazioni militare finquando “non avremo neutralizzato tutti i tunnel del terrore a Gaza“, poichè “nessuna guerra è più giusta di questa. Dobbiamo essere pronti per una lunga operazione finché la nostra missione non sarà completata“. Da Netanyahu un duro attacco anche alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che, a suo giudizio, non tiene in nessun conto la sicurezza di Israele e “riferisce dei bisogni di un gruppo terrorista omicida che attacca civili israeliani“.

Nel frattempo l’Onu continua a chiedere con insitenza una tregua incondizionata da ambo le parti. Ban Ki moon ha chiesto ad Hamas e ad Israele “pieno rispetto del diritto umanitario internazionale, in particolare per la protezione dei vicili”, esortandoli ad “applicare in maniera piena” la tregua. Secondo il segretario generale dell’Onu vanno puniti “i criminali di entrambi le parti”.

Infine fanno rabbrividire i dati forniti dall’associazione Save The Children: un palestinese su 4 ucciso nel conflitto con Israele è un bambino e, in media, ne muore uno ogni ora.