Gaza, tregua già finita. Israele riprende i bombardamenti, dieci morti

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GAZA – Ormai sembra diventata la replica di un film, con l’Onu e gli Stai Uniti che chiedono e ottengono una tregua umanitaria di 72 ore e i due contendenti che, per una ragione o per un’altra, la violano. 

La tregua era iniziata stamane alle 8 (le 7 in Italia), e avrebbe dovuto garantire le operazioni più banali dal punto di vista sanitario e dell’igiene pubblica: il seppellimento dei cadaveri, l’organizzazione di un sistema di cure per i numerosissimi feriti e di sistemazione degli sfollati. Nel frattempo, avevano assicurato Usa e Nazioni Unite, si procederà all’avvio di negoziati per rendere la tregua più duratura e magari arrivare ad un punto d’incontro tra Israele e Hamas.

Ma il tutto è durato meno di due ore. A quanto si apprende, a violare l’accordo e le condizioni sarebbe stato Hamas: nella zona di Kerem Shalom, un kamikaze si sarebbe fatto esplodere, causando la morte di due ufficiali dell’esercito israeliano. Inoltre, un soldato sarebbe stato rapito. “Hamas ha violato le condizioni”, ha confermato Benjamin Netanyahu parlando al telefono con John Kerry, segretario di Stato americano. Hamas, invece, ha ribattuto che si tratta di una sciusa, perché il rapimento sarebbe avvenuto prima della tregua. 

Per Israele, dunque, la tregua è finita. Subito dopo, infatti, sono ripresi i bombardamenti e il lancio di razzi. Fonti mediche palestinesi hanno reso noto che decine di persone sono state uccise in un attacco nella zona di Rafah: le bombe hanno colpito l’ospedale della città Abu Yussuf al-Najar.