Scuola, ecco la riforma: sì a merito e sponsor privati, no a supplenze

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ROMA – La rivoluzione nel mondo della Scuola è stata comunicata ieri dal ministro Giannini, durante il proprio intervento al Meeting di Comunione e Liberazione, a Rimini. 

E non sono mancati passaggi che sanno di “rivoluzionario”, come quello che prevede l’ingresso di sponsor privati (e quindi di capitali privati) nell’ambito più pubblico che esista. Oppure, la valutazione degli insegnanti in base al merito e non solo all’anzianità. L’eliminiazione del ricorso alle supplenze, definito come un “agente patogeno del sistema scolastico, un batterio da estirpare”. La revisione del rapporto tra istruzione professionale e lavoro, “sulla base del modello tedesco, che funziona bene da oltre trent’anni”. 

Venerdì, nel corso del primo Consiglio dei ministri post-vacanze, la Giannini presenterà queste linee guida della nuova riforma ai colleghi di governo. Altri punti cardine di quella che non viene definita come una riforma, ma come una serie di “dritte”, sono: il piano per lo sport, le lezioni di coding per quanto riguarda l’informatica, il ripristino della geografia come materia di studio in alcuni indirizzi superiori, l’approfondimento dell’inglese, l’allargamento del wi-fi a tutte le scuole, l’alternanza scuola-lavoro, il potenziamento dell’apprendimento non frontale.

Quanto alle supplenze, argomento di sicuro dibattito, il ministro ha aggiunto: “Vanno riconsiderate perché si sa già dall’inizio dell’anno scolastico quali sono i posti da sostituire stabilmente. Come vedrete – ha ironizzato la Giannini -, i supplenti non saranno eliminati fisicamente. L’obiettivo è quello di ragionare in termini di organico funzionale e non di organico di diritto che si distingue dall’organico funzionale”.