Laceno d’Oro, in anteprima la pellicola di Vittorio Moroni – IL PROGRAMMA

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AVELLINO – Ancora un programma ricco di appuntamenti quello del Laceno d’Oro che oggi propone “Se chiudo gli occhi non sono più qui”, pellicola di Vittorio Moroni presentata in anteprima nazionale e che vede tra gli attori protagonisti anche Beppe Fiorello.

Da oggi al via anche il laboratorio per i più piccoli dedicato al cinema e che durerà tre giorni. Ma spazio anche ai corti del concorso “Gli occhi sulla città”.

IL PROGRAMMA DI OGGI E DOMANI

Oggi, 26 agosto, si comincia con:

“Se chiudo gli occhi non sono più qui”, di Vittorio Moroni (anteprima) Incontro con l’autore Mercogliano – Movieplex, ore 20.30

Addivanati di Licio Esposito incontro con l’autore Avellino – Carcere Borbonico, ore 23.00

a seguire Proiezione corti selezionati del concorso “Gli occhi sulla città”

Domani, 27 agosto:

Wolf di Claudio Giovannesi Avellino – Cinema Panopticon, Carcere Borbonico, ore 19.00

Take five di Guido Lombardi (anteprima ) Incontro con l’autore e il produttore Gaetano Di Vaio Avellino – Cinema Panopticon, Carcere Borbonico, ore 20.30

“El hombre invisible. Omaggio a William Borroughs per il centenario della nascita”, a cura di Alfonso Amendola

Racconto memoriale e performance-reading con Scissor (elettroniche) e Antonino Masilotti (voce)

Risonorizzazione dei film scritti da William S. Burroughs e diretti da Antony Balch: The Cut-Ups (1966); William Buys a Parrot (1963); Bill and Tony (1972); Towers open fire (1963) Avellino – Cinema Panopticon, Carcere Borbonico, ore 22.30

LA SCHEDA DI “SE CHIUDO GLI OCCHI NON SONO PIU’ QUI”

Presentato al Festival di Roma, il film viene proposto in anteprima Nazionale al Laceno d’Oro, nelle sale l’uscita è prevista per il 18 settembre.

Sedicenne con una forte passione per l’astronomia, trasmessagli dal padre, morto in un incidente stradale, Kiko vive con la madre filippina, Marilou, e il suo nuovo compagno, Ennio, un caporale che gestisce cantieri edili, sfruttando manodopera clandestina. A scuola rischia di essere bocciato per il secondo anno consecutivo e il rapporto con il patrigno, che lo forza a lavorare come manovale, è quantomai teso anche per via dei suoi modi violenti. Un giorno, Kiko incontra Ettore, un insegnante in pensione sulla sessantina, che gli dice di essere un vecchio amico del padre e di volerlo aiutare nello studio.
È la storia di un’adolescenza tremante quella raccontata da Vittorio Moroni, la cronaca sincera e diretta di un’esistenza incerta, dispersa nella periferia friulana tra cantieri, scuola e una bar-stazione di benzina in cui, insieme all’anomala famiglia di Kiko, vive un gruppo di immigrati clandestini. Lavoro di accensioni e di inganni, di incontri e scontri, Se chiudo gli occhi non sono più qui si interroga su temi abnormi quali la solitudine dell’uomo di fronte all’universo (apertamente citato il Giacomo Leopardi di “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”), il bisogno di redenzione insito nel carattere umano, l’importanza di avere una guida nel momento cruciale della crescita. Anche a livello più basico il tiro rimane alto, perché ogni nuova circostanza narrativa nasconde in realtà una problematica più o meno centrale della contemporaneità: si va dall’integrazione degli adolescenti di seconda generazione allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina, dall’importanza della cultura alla dispersione scolastica. Nonostante un tale spettro tematico, il film gode comunque di una buona fluidità, di una distensione di racconto che è diretta conseguenza di una sceneggiatura (del regista e di Marco Piccarreda) ben costruita e sufficientemente credibile in tutta la progressione.
In definitiva, Moroni convince con il ritratto di un adolescente sospeso in tutti gli ambiti a cui ha accesso: scuola, famiglia, amicizie. A ben vedere, Kiko riesce a vivere pienamente soltanto dentro ad un vecchio autobus dismesso, quasi un santuario eretto alla memoria del padre, dimora dell’affetto molto più di un bar-stazione che dovrebbe fare le veci di una casa vera. Attraversato da quella vena di malinconia che è tutt’uno con la giovinezza rappresentata, il lavoro rappresenta l’ingresso del regista valtellinese in un cinema più conciliato, ma non per questo meno interessante e coinvolgente.
Dopo la presentazione al Festival Internazionale del Film di Roma 2013, è stato accorciato nel minutaggio, guadagnando in fluidità e coesione.

Un film di Vittorio Moroni. Con Giorgio Colangeli, Beppe Fiorello, Mark Manaloto, Hazel Morillo, Vladimir Doda. Anita Kravos, Elena Arvigo, Stefano Scherini, Ivan Franek, Ignazio Oliva. Drammatico, durata 100 min. – Italia 2013. – Maremosso uscita giovedì 18 settembre 2014.

IL LABORATORIO PER I PIU’ PICCOLI

Da oggi prende il via CineLab – Il cinema spiegato ai bambini Laboratorio di educazione e didattica dell’immagine a cura di Mediateur. L’appuntamento è fino al 29 agosto ad Avellino, al Cinema Panopticon del Carcere Borbonico dalle ore 17-19

GLI OCCHI SULLA CITTA’

Oggi è prevista la visione dei corti selezionati dalla giuria del concorso “Gli occhi sulla città – Il cinema tra gli spazi urbani”. La giuria è stata presieduta da Jia Zhang-ke, Premio Camillo Marino alla carriera, regista tra i più importanti e decisivi del panorama cinematografico mondiale.

Insieme a lui in giuria, il pittore, regista e video artista Antonello Matarazzo (www.antonellomatarazzo.it), autore, tra l’altro, della sigla ufficiale del Festival Laceno d’Oro e il critico cinematografico Pietro Masciullo, collaboratore stabile con la cattedra di Metodologie di Analisi del Film presso La Sapienza – Università di Roma e firma abituale di riviste come Uzak, PointBlank e Sentieri selvaggi.

Ricordiamo che il vincitore è stato Teo Takahashi con il cortometraggio “Il Passeggero” mentre la menzione speciale – Premio “Deborah Romagnuolo” è andata a Roberto Testa con il cortometraggio “Sera d’estate”.