Laceno d’Oro, successo per la prima serata: premio Camillo Marino a Jia Zhang-Ke

pa_banner

AVELLINO – Una serata emozionante e intensa, una serata di quelle che non si dimenticano perchè da ieri il Laceno d’Oro è tornato in tutto il suo splendore e la sua vena poetica, proprio come lo avevano immaginato nel 1959, anno della sua nascita, Camillo Marino e Giacomo d’Onofrio.

L’arena dell’Eliseo di Avellino (arricchita da interessanti allestimenti sulla storia della struttura e sul festival) è stata affollata da centinaia di appassionati di cinema, e non solo, che hanno a lungo applaudito il maestro del cinema cinese Jia Zhang-Ke. E’ a lui che è stato consegnato il premio “Camillo Marino” dal vicesindaco di Avellino Stefano Laverde mentre una targa speciale (a consegnarla l’assessore alla Cultura del Comune di Avellino Nunzio Cignarella) è andata all’attrice Zhao Tao, musa ispiratrice del regista nonchè sua moglie. Leone d’oro a Venezia nel 2006 e premiato a Cannes nel 2013, Jia Zhang-Ke è da sempre un appassionato del cinema neorealista.

“Mi ha molto influenzato – ha spiegato – perchè capace di raccontare le storie di gente comune, il reale e le differenze sociali. Rimasi fulminato da ‘Ladri di Biciclette’ di De Sica, ma amo anche Rossellini e Pierpaolo Pasolini da cui ho imparato il senso poetico del racconto cinematografico. Per questo sono onorato e orgoglioso di aver ricevuto questo premio, dopo venti anni di carriera è per me motivo di grande soddisfazione”. Il suo “A touch of sin” proiettato ieri è stato definito da “Le Monde” come il miglior film cinese di tutti i tempi.

Ora la Cina è cambiata ed anche il modo di potersi esprimere attraverso il cinema. “La mia prima opera Pickpocket fu censurata perchè allora non era possibile, per i registi, comunicare senza vincoli. Con internet però le cose sono cambiate, c’è più libertà e soprattutto spazio per un cinema indipendente”. Jia Zhang-Ke parla anche del rapporto con sua moglie Zhao Tao. “Ho più volte detto che avrei rinunciato a lavorare con lei, ma è troppo brava e davvero non ci riesco. Tra di noi c’è un sano confronto. Ci sosteniamo a vicenda e scambiamo punti di vista fondamentali per il nostro lavoro”.

Nella motivazione del premio Camillo Marino c’è il senso dell’arte del regista cinese. “Premio Camillo Marino alla carriera a Jia Zhang-ke, cineasta del presente e del futuro, capace in ogni suo film di raccontare la contemporaneità, le trasformazioni degli spazi e dei rapporti umani, con la libertà d’ispirazione di uno sguardo sempre sospeso tra il documento e l’invenzione, il controllo e l’imprevisto, la perfezione formale del classico e la vibrazione emotiva del gesto avanguardista. Jia Zhang-ke è il regista che viaggia tra i terminali del visionario quotidiano e dell’ordinario onirico: si aggrappa al reale, ma per raccontarne l’anima più profonda, quella che non ti aspetti, quella che si apre, ogni istante, alla meraviglia del fantastico, oltre gli abissi della crisi”.

Il Laceno d’Oro continua con gli appuntamenti previsti per oggi, martedì 19 agosto. Si comincia alle 18 con l’inaugurazione della mostra sul Laceno d’oro che sarà ospitata nel Carcere Borbonico di Avellino.

Sempre all’interno del carcere, nel cinema Panopticon (18,30) è prevista la proiezione del film di Pier Paolo Pasolini “Accattone” che sarà introdotto dal regista Jia Zhang – Ke. Alle 20,30 all’arena Eliseo spazio al film “Incontro con Eduardo” di Nello Mascia, a seguire “Le cose belle” di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno. Subito dopo, al via l’incontro con gli autori e la produttrice Di Nocera.

La giornata si chiude (22.30) con la retrospettiva dedicata a Jia Zhang – Ke e la proiezione del film “Pickpocket” presso il cinema Panopticon al Carcere Borbonico.

Mercoledì 20 agosto, il Laceno d’oro proseguirà con altre due proiezioni ed una performance musicale: alle 18.30 (carcere borbonico) “Still life” di Jia Zhang-Ke; alle 20.30 (arena Eliseo) “Piccola patria” di Alessandro Rossetto (seguirà incontro con l’autore); alle 23.00 (carcere borbonico) “Piccola Patria Tour” concerto di Stag&Maria Roveran.

Complessivamente il festival ospiterà, in 19 giorni, oltre 40 proiezioni, 9 performances musicali, oltre 30 incontri con autori e attori, 2 mostre, 5 anteprime di cui due internazionali, un concorso di cortometraggi, un workshop di sceneggiatura e regia. Il tutto in 3 comuni (Avellino, Atripalda e Mercogliano) utilizzando ben 11 location diverse. Numeri importanti che definiscono un programma impegnativo costruito rivolgendo lo sguardo sia alla nostra storia passata e recente, sia al futuro del cinema.