Renzi vola in Iraq, il Parlamento vota per le armi ai peshmerga

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BAGHDAD – Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è volato stamane a Baghdad per una visita-lampo in veste di presidente di turno dell’Unione europea, tra l’altro nel giorno in cui in Parlamento le Commissioni Esteri e Difesa hanno dato via libera alla risoluzione della maggioranza che fornisce armi ai combattenti curdi.

Nel suo breve soggiorno a Baghdad, Renzi ha incontrato Al Maliki, primo ministro uscente, e Al Abadi, primo ministro incaricato. Ad entrambi ha confermato la vicinanza dell’Italia e dell’Europa. “L’Europa – ha affermato Renzi – in questi giorni deve essere in Iraq altrimenti non è Europa. Chi pensa che la Ue volti le spalle davanti ai massacri, impegnata solo a pensare allo spread, o sbaglia previsione o sbaglia semestre”. Una nota diffusa dall’ufficio stampa di Al Maliki conferma che il presidente ha avuto “rassicurazioni sull’impegno dell’Italia a rispettare la sovranità irachena e a far sì che il governo centrale sovrintenda agli aiuti, particolarmente le forniture di armi”, comprese dunque quelle per i curdi.

Successivamente, Renzi si è spostato a Erbl, capitale della regione autonoma del Kurdistan Iracheno, dove ha avuto un colloquio con il presidente Massud Barzani. “L’Europa non è solo spread e vincoli – ha confermato Renzi in un cinguettio -, ma è nata per difendere una certa idea di mondo e di dignità dell’uomo. Ecco perché siamo qui ad Erbil”. Negli stessi momenti, come detto, il Parlamento approvava la risoluzione che concede la fornitura di armi ai Curdi. “Gli aiuti militari all’Iraq – ha cinguettato il ministro degli Esteri Federica Mogherini – sono indispensabili nell’immediato, ma difficilmente rappresentano a lungo termine la soluzione di questa crisi”. Nello specifico, come affermato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti, “l’Italia è pronta ad inviare in Iraq in pochi giorni mitragliatrici e razzi anticarro”.