Higuain tiene a galla il Napoli: tra sette giorni battaglia al San Mamès

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NAPOLI – Il bicchiere è mezzo vuoto, senz’altro. L’analisi del giorno dopo Napoli-Athletic Bilbao non può prescindere da questa considerazione. 

Bisognava vincere, e non si è vinto. Bisognava non incassare reti, e invece i baschi sono andati addirittura in vantaggio. Bisognava far paura agli uomini di Valverde attraverso una superba padronanza del campo, e invece gli azzurri hanno dovuto soccombere davanti alla baldanza e alla maggiore freschezza atletica degli avversari. Ecco, non si può non considerare questo. Lo penserà anche Antonio Conte, neo Ct della Nazionale Italiana, in Tribuna d’Onore a fianc del Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis.

Va però aggiunto che le partite durano novanta minuti. E nei secondi quarantacinque gli uomini di Benitez hanno sfoderato una prestazione da applausi, basata su una reazione di nervi ma condita da tanta accortezza tattica e buone intuizioni tecniche. Inutile dirlo: come ormai accade da un anno, a cambiare il volto della gara è il folletto belga. Mertens entra al sessantesimo al posto di un fischiatissimo Insigne, e tiene l’acceleratore a tavoletta per mezzora. Un vero e proprio funambolo, le cui giocate valgono il prezzo del biglietto. Pochi minuti prima, però, a pareggiare il bellissimo destro piazzato di Munain ci aveva pensato il solito Pipita, con una rete da Antologia del centravanti. Controllo volante, resistenza alla pressione di ben tre difensori avversari, ricerca del pertugio giusto e conclusione in diagonale imprendibile.

Ma Mertens è stato il giocatore da cui sono nate tutte le situazioni pericolose create dal Napoli. E’ riuscito a far arrivare al traversone finanche Britos: suo il centro per la conclusione a botta sicura di Higuain, sulla quale Iraizoz ha compiuto un vero miracolo. Da mezzo vuoto, il bicchiere si riempie un po’ perché nella ripresa, e cioè proprio quando la differenza di condizione fisica sarebbe dovuta venire fuori, il Napoli è riuscito con ottima costanza a presentarsi dalle parti dell’estremo basco. Clamoroso l’errore di Callejon, addirittura inaudito quello di Michu, che a due metri dalla porta ha servito lo spagnolo anziché concludere a botta sicura. Una scelta inspiegabile, che speriamo non peserà sul passaggio del turno. 

Se il San Paolo ha fischiato Insigne, reo a sua volta di una ingiustificata reazione, ha invece a più riprese applaudito Gargano, schierato a sorpresa da Benitez. Corsa, grinta e determinazione al servizio della squadra e di Jorginho, destinatario di quasi tutti i suoi passaggi. Ma sembra evidente che il Napoli, così com’è strutturato, non riesca a reggere il “peso” dei soli due mediani. Hamsik – che non è un rifinitore, ricordiamolo – gira ancora a vuoto e non a caso ha l’unica occasione di testa, quando s’infila da dietro. Callejon e Insigne palesano limiti atletici che non ne favoriscono le giocate, mentre in difesa la decisione e la personalità di Koulibaly non possono ovviare ad errori che paiono sistemici e sistematici. 

Va data una scossa. E anche subito. Il pericolo è dietro l’angolo: lo sa bene Gonzalo Higuain, che a fine partita non ha voluto parlare ed ha esternato tutta la sua rabbia per una gara pensata in un modo e sviluppata in un altro. Ieri sera a Capodichino è arrivato Jonathan de Guzmàn, centrocampista proveniente dal Villareal. Ottimo giocatore, vedremo se sarà l’unico tassello prima dell’inferno del San Mamès.