Tutte violentate, una decapitata: la strage delle missionarie italiane in Burundi

fiera modificato

BUJUMBURA – Tutte violentate. Tutte sgozzate. Una di loro, Bernardetta Boggian, è stata anche decapitata.

E’ questo il bollettino di guerra del massacro delle missionarie di Maria saveriane, avvenuto a Kamenge, zona settentrionale di Bujumbura, in Burundi. I cadaveri di Lucia Pulici, 73 anni, e Olga Raschietti, 80 anni, erano stati scoperti dalla sorella Boggian, che ha dato l’allarme. Alcune ore dopo è stata trovata anche lei senza vita, la testa separata dal corpo. Lo ha rivelato il vicedirettore della polizia locale, che sospetta di un giovane squilibrato visto allontanarsi di corsa con un coltello.

Forse, a scatenare la furia del barbaro assassino, l’esito di una rapina finita male, anche se dal convento non è stato portato via nulla. Per questa ragione, la polizia prende in considerazione anche l’idea di una vendetta.

Profondamente colpito dalla notizia, Papa Francesco ha immediatamente auspicato che “il sangue versato diventi seme di speranza per costruire l’autentica fraternità tra i popoli”.