Riscossa azzurra, Higuain e Mertens fanno fuori lo Sparta Praga

fiera modificato

NAPOLI – Se una risposta doveva arrivare, è arrivata forte e chiara. “Contava vincere, e ci siamo riusciti”, ha dichiarato anche Benitez nel dopo partita, ammettendo così che ci si trovava davanti ad una gara-spartiacque per il futuro del Napoli, in particolare per quel che riguarda il rapporto con la tifoseria.

La prima gara di Europa League era in realtà iniziata con uno spavento per il semideserto San Paolo (solo 15mila spettatori). Il vantaggio dello Sparta Praga è come quello del Chievo. Una batosta. Specie in clima come quello che si respira a Fuorigrotta. Ma se le parole nel calcio sono spesso aria, quelle di Benitez nel pre-partita (“Dobbiamo usare la ragione, non essere precipitorsi: non possiamo vincere 5-0 alla fine di ogni primo tempo”) sono evidentemente valse a qualcosa. La reazione alla rete di svantaggio è stata infatti questa. Veemente, ma paziente. Hamsik sfiora la giocata dell’anno con un cucchiaio sul portiere in uscita, la traversa gli nega la rete ma spinge la sfera sui piedi di Callejon, la cui conclusione viene parata in area da Costa. La personalità di Higuain scaccia la paura. Il rigore è la fotocopia di quello fallito domenica contro il Chievo. Uno a uno e palla al centro.

Qualche rischio in difesa si corre, i centrocampisti a volte lasciano sguarnita la zona arretrata e vengono tagliati dagli avversari. Il Napoli prova a chiudere i conti già nella prima frazione, la superiorità è evidente. Gargano recupera palloni e – particolarità non da poco – non si arroga anche la capacità di saperli smistare. Al riposo sul pareggio, gli azzurri tornano in campo con grinta e cattiveria. Due virtù che ne l calcio non devono mai mancare e che hanno il volto e l’espressione di Gonzalo Higuain. Esemplare l’azione del sorpasso: accelerazione sulla destra ad aggirare il marcatore, arrivo sul fondo e traversone al centro, dove Mertens deve solo spingere in rete. Il pubblico, sempre al fianco della squadra, comincia ad essere trascinato sulle ali del folletto belga, che prende palla e dribbla, scatta, apre il gioco, offre servizi ai compagni. Altra categoria.

Come di altra categoria è la rete del 3 a 1, una gioia per gli occhi. E una gioia per Aurelio De Laurentiis – lui, sì, contestato -, a sorpresa in Tribuna d’Onore.

NAPOLI-SPARTA PRAGA 3-1 (1-1)

NAPOLI (4-2-3-1): Rafael, Henrique, Albiol, Koulibaly, Britos, Inler, Gargano, Callejon (38′ st David Lopez), Hamsik (36′ st Zuniga), Mertens; Higuain (19′ st Michu). (45 Andujar, 11 Maggio, 24 Insigne, 91 Zapata). All.: Benitez

SPARTA PRAGA (4-4-2): Bicik, Costa, Kovac, Brabec, Kaderabek, Dockal (29′ st Konaté), Matejovsky, Marecek, Krejci, Husbauer (33′ st Bednar), Lafata (38′ st Schick). (1 Stech, 4 Svejdik, 17 Vacek, 29 Bednar, 33 Breznanik). All. Lavicka

ARBITRO: Bernie Raymond Blom (Ola)

RETI: nel pt 14′ Husbauer, al 23′ Higuain (rigore); nel st al 7′ e al 35′ Mertens

ANGOLI: 7-5 per il Napoli

RECUPERO: 0′ e 4′

AMMONITI: Costa, Mertens e Bednar per gioco scorretto

SPETTATORI: 15 mila circa