Benevento, sfratto all’associazione per disabili Il Giardino di Oren

BENEVENTO – Alla fine di luglio il Comune ha presentato all’associazione “Il Giardino di Oren”, associazione che si occupa di disabili, uno sfratto per morosità.

L’accaduto è stato denunciato, tramite una nota stampa, da Giuseppe De Lorenzo, responsabile del reparto di psichiatria della Asl di Benevento presso l’ospedale Rummo.

“Sino ad oggi – scrive De Lorenzo – tante le promesse onde riuscire a trovare una soluzione, però, come di consueto, allo stato, si è trattato solo ed esclusivamente di parole al vento. Ci si riferisce allo sfratto per morosità intimato alla fine di luglio da parte del Comune all’associazione “Il Giardino di Oren” per i locali affidati in concessione presso l’ex scuola media “Moscati” in via Ponticelli”.

E’ bene ricordare – ha sottolineato De Lorenzo – che detta associazione, onlus per la precisione, ha avuto lo scopo precipuo di realizzare attività sociali nei riguardi di ragazzi disabili, opera, quest’ultima, che, giorno dopo giorno, è stata portata avanti con lodevole spirito di servizio anche se non sono stati pochi gli ostacoli da superare.

I locali che ospitano il sodalizio, ristrutturati e resi efficienti dai fondatori furono concessi dal Comune con determina dirigenziale del giorno 1.10.2008, n. 422, in comodato d’uso, in sostanza gratuitamente. In seguito, con determina n.197 del 15.04.2010, fu sottoscritto un regolare contratto di locazione stabilendo, altresì, un canone da corrispondere. Oggi, i locatari, non avendo onorato l’impegno assunto, hanno avuto lo sfratto per morosità.

Ci sono, però, dei dati oltremodo importanti che devono essere evidenziati per il sacro rispetto del vero. Trattandosi, infatti, di un’associazione a scopo umanitario e senza fini di lucro, segnatamente nel periodo in cui si è costretti a vivere in cui gli sperperi rappresentano il quotidiano, sembra davvero paradossale, se non grottesco, dare l’avvio ad un’azione legale nei confronti di chi offre un esempio da imitare onde alleviare la quotidiana sofferenza umana.

Inoltre, quando nel 2010 il contratto di locazione fu sottoscritto – ha aggiunto ancora il medico – venne assunto il preciso impegno che il canone annuale sarebbe stato compensato dal finanziamento dei progetti che l’associazione si impegnava a porre in essere. Detti progetti sono stati regolarmente presentati, ma alcun corrispettivo è stato offerto. Di quell’impegno sono testimone diretto in quanto il dirigente del Comune che firmò il contratto era in carico anche all’assessorato da me retto.

Ci si augura che dalla valutazione di quanto esposto si giunga, con la sollecitudine che il caso richiede, ad una bonaria e logica soluzione del problema evitando il prosieguo di azioni legali e cercando invece di tendere la mano a quanti operano per il bene comune. 
Togliere i locali di via Ponticelli all’associazione “Il Giardino di Oren” – conclude De Lorenzo – significherebbe privare i disabili, in sostanza i soggetti indifesi verso i quali, di certo, la natura non è stata benevola, di uno spiraglio di vita che li aiuti, nei limiti del possibile, a rendere meno dolorosa la propria esistenza già difficile dalla nascita. Il silenzio sarebbe davvero imperdonabile”