Articolo 18, il Pd è dilaniato: vince Renzi, si spacca anche la minoranza

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ROMA – Proverà ad incollarlo in Parlamento, Renzi. “Mi piace pensare che in Parlamento si voti tutti allo stesso modo”, ha affermato il presidente del Consiglio al termine della direzione che ha certificato la spaccatura all’interno del partito.

Alla fine, ha vinto la sua linea. Con 130 sì, 20 no e 11 astenuti, è passato l’ordine del giorno sulla riforma del lavoro presentato dal governo Renzi, un documento che prevede l’impegno a sostenere il governo nel mettere in campo gli strumenti per diversi obiettivi: rete più estesa di ammortizzatori sociali ai precari; riduzione delle forme contrattuali a partire dai Co.co.pro, favorendo il lavoro a tutele crescenti; nuovi servizi per l’impiego; disciplina per i licenziamenti economici che sostituisca il procedimento giudiziario con indennizzo e non col reintegro. Il reintegro resta per il licenziamento discriminatorio, ma l’apertura di Renzi in direzione ha incluso anche quello disciplinare. 

Il segretario, inoltre, ha aperto nettamente ai sindacati (“riapro la sala verde di Palazzo Chigi”), ma ha attaccato: “E’ inaccettabile che non si dica che in questi anni hanno avuto responsabilità drammatiche”. Cgil, Cisl e Uil, pur su posizioni differenti, hanno dal canto loro plaudito alla disponibilità al dialogo. Inoltre, Renzi ha chiarito che il governo sta lavorando perchè “il tfr possa essere inserito dal primo gennaio 2015 nelle buste paga, attraverso un protocollo tra Abi, Confindustria e governo per consentire un ulteriore scatto del potere di acquisto”.

“Trovo che discussioni come quella di oggi siano discussioni belle, anche quando non siamo d’accordo. Questo è per me un partito politico, un luogo in cui si discute. Poi, in Parlamento si vota tutti insieme. E’ stata questa la stella polare quando ero opposizione nel partito, lo è a maggior ragione oggi”. Come si evince dai numeri, la discussione è diventata spaccatura: sull’ordine del giorno anche la minoranza si è divisa, con Roberto Speranza che ha annunciato l’astensione di una parte di Area riformista, mentre l’altra parte ha scelto il voto contrario”.

Bersani e D’Alema, fieri oppositori della cancellazione dell’articolo 18, hanno denunciato “l’utilizzo del metodo-Boffo contro i dissenzienti”.

 

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.